Ringraziare Dio oggi

Ringraziare Dio oggi

Ringraziare Dio oggi

“Io mi sono coricato e ho dormito, poi mi sono risvegliato, perché il SIGNORE mi sostiene” (Salmo 5:3)

 Davide pronunciò queste parole mentre fuggiva da suo figlio Absalom (II Samuele 15:13-18), che tentava di prendere il suo regno. La Bibbia ci dice che, avvisato della cospirazione del figlio, Davide fuggì insieme a uomini a lui fedeli sul Monte degli Ulivi: vi giunse   piangendo e col viso coperto (II Samuele 15:30).
In questo scenario difficile, questo servo del Signore scrisse il Salmo 3, testimoniando del sostegno di Dio:  “il Signore mi sostiene”. Questa testimonianza è un ringraziamento esplicito a Dio, che lo stava supportando in un momento particolare della sua vita. Il ringraziamento è “una componente” che non deve mai mancare nella vita di un servo di Dio; Paolo esorta i credenti di Colosse con queste parole: “abbondate nel ringraziamento” (Colossesi 2:7).
Da questo possiamo vedere due cose importanti:

1 – Il ringraziamento non deve mancare da parte dei santi nei riguardi del loro Signore;
2 – Questo ringraziamento deve essere abbondante: non bisogna “risparmiarsi” nel ringraziare Dio.

Purtroppo sempre più spesso incontriamo credenti che con difficoltà dicono:  grazie Signore! Eppure Dio continua a sostenere i Suoi servi, come fece con il re Davide. Questa “carenza” nel ringraziamento si amplifica nei momenti di distretta, quando si è “impegnati” a pregare Dio per la liberazione, tralasciando il ringraziamento; ma la Bibbia ci esorta anche in questi momenti a non fare mancare il ringraziamento: “Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.” (Filippesi 4:6).
Il credente è chiamato a pregare e a supplicare Dio nella difficoltà, ma anche a non far mancare “l’accompagnamento” alla preghiera: il ringraziamento. Davide dimostrò di conoscere questa verità (Salmo 34:1), e non dimenticò di ringraziare il Signore anche nel giorno della distretta. Davide è stato il secondo re d’Israele, uno dei più grandi di tutti i tempi: era un re che disponeva di imponenti ricchezze, che aveva a disposizione carri, cavalli, un esercito di uomini al suo servizio, che lo stimavano ed erano pronti a dare la vita per lui.
Lo ritroviamo sorprendentemente a ringraziare Dio per cose semplici. Davide ringrazia il Signore per essersi coricato: è un’attività comune, che tutti fanno ogni giorno. Sicuramente, come re d’Israele, egli disponeva di un letto comodo e accogliente: anche se quella notte, in fuga da Absalom, dormì molto probabilmente su un giaciglio improvvisato, desiderò ringraziare Dio.
La lezione per noi è molto semplice: non aspettiamo di ricevere grandi cose da Dio per elevarGli un ringraziamento, ma impariamo a farlo per ogni “piccolo” dono che Egli ci fa.
In una situazione del genere, con la famiglia spaccata, con un esercito alle calcagna, non è facile prendere sonno; ma Davide riuscì a dormire e ringraziò Dio anche per questo. Egli rivela nel salmo 4 il segreto per passare notti tranquille, la pace di Dio: “in pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o SIGNORE, mi fai abitare al sicuro”.
Il re d’Israele, inseguito dal nemico, riuscì a dormire perché aveva la pace del Signore nel cuore! Dormire sembra una logica conseguenza, dopo essersi coricati; ma sono tante le persone che, per riuscire a dormire la notte, sono costrette a prendere dei farmaci: i problemi, i pensieri, le angosce, si presentano infatti maggiormente la notte. Davide, pur vivendo una situazione di grande stress, riuscì a dormire e ringraziava Dio per questa cosa. Il salmista continua dicendo non solo di aver dormito, ma di essersi risvegliato: anche in questo caso sembra pura routine ma, meditando con attenzione la Parola di Dio, scopriamo che non è così. In una situazione come quella di Davide, il rischio di un attentato notturno era fortissimo: il re d’Israele ne era conscio, e dopo essersi risvegliato ringraziò il suo Dio per avergli donato un altro giorno di vita. Molti danno per scontata la vita: si coricano e si addormentano con la sicurezza di risvegliarsi, ma la Bibbia ci insegna che ciò non è per niente scontato, perché siamo fragili e provvisori e perché Dio può ridomandare l’anima all’uomo in ogni momento (Giacomo 4:14; Luca 12:20). Quindi il fatto di risvegliarsi ad un nuovo giorno deve essere motivo di ringraziamento a Dio. Fin qui abbiamo visto l’importanza del ringraziamento e la necessità di ringraziare Dio anche per le cose che possono sembrarci piccole e scontate.
Ma perché Davide riesce a ringraziare il Signore? Qual è il suo segreto? Troviamo la risposta sempre nel verso cinque: “perché il Signore mi sostiene”. ll re d’Israele riusciva a ringraziare Dio in un periodo di distretta, e per cose apparentemente banali, perché vedeva l’opera di Dio in queste cose, l’aiuto di Dio nella sua vita quotidiana. Riconosceva che il Signore gli aveva dato la possibilità di coricarsi quella notte, di prendere sonno, e di risvegliarsi la mattina per affrontare un nuovo giorno, problematico forse, ma potendo contare sul sostegno di Dio. Molte persone si alzano la mattina, vanno a lavorare, mangiano, godono di buona salute, vivono circondati dall’affetto dei propri cari, ma pochi ringraziano Dio per queste cose. Se non riesci o dimentichi di ringraziare Dio per le cose che Egli quotidianamente fa per te, è forse perché non vedi l’opera che Egli sta facendo per te.
Davide riuscì a ringraziare Dio anche perché apprezzava quello che il Signore stava facendo per lui: una delle cause dell’ingratitudine è la mancata considerazione di quello che si riceve.
Nella parabola del figliuol prodigo il figlio che chiede e riceve l’eredità dal padre non si degna di dire grazie, perché tutto gli sembrava dovuto. Dare ogni cosa per scontata e pensare che Dio sia tenuto a darci, è un rischio anche per noi cristiani oggi, ma questo modo di pensare porta a vivere una vita nell’ingratitudine e nella supponenza. Un re, che in mezzo a una guerra civile, ringrazia per essersi coricato, aver dormito e per essersi risvegliato, ci dà una grande lezione, infatti egli apprezzava quel letto, quella notte di sonno e il nuovo giorno di vita dati da Dio. Infine Davide ringraziò il Signore per quello che riceveva in quel momento: molti difettano nel ringraziamento perché lo procrastinano più avanti nel tempo, aspettando una grande liberazione o una grande risposta da Dio. Anche Davide aspettava la liberazione, ma nel frattempo egli non dimenticò di ringraziare Dio per il sostegno quotidiano. Davide era uno di quelli che sapeva ringraziare il Signore non solo per le grandi cose, magari intonando il salmo 126, ma anche per le “piccole” cantando il salmo 3, nei momenti migliori e in quelli peggiori. Questo avveniva perché vedeva l’opera di Dio nella sua vita, l’apprezzava e perché ringraziava per quello che Dio faceva in quel momento per la sua vita.
Dio ha fatto cose grandi nella nostra vita, la più grande è quella di averci provveduto la salvezza in Cristo Gesù, liberandoci dal peccato e dalle sue conseguenze: per questo non dobbiamo mai dimenticarci di ringraziarLo del continuo. Oggi, però, non dimentichiamo la lezione che apprendiamo dall’esperienza del re Davide che ringraziò Dio in un momento difficile della sua vita, per delle cose semplici, perché vedeva la mano di Dio nelle cose che aveva e delle quali usufruiva, perché apprezzava ogni dono che veniva dalla mano di Dio, perché lo ringraziava per quello che stava ricevendo in quel momento.
Sei capace di ringraziare Dio per le “piccole cose”, lo vedi all’opera nella tua vita? Non c’è bisogno di andare tanto indietro nel tempo e neanche aspettare la fine di un momento particolarmente difficile per cominciare a ringraziare il Signore: Egli ti sta sostenendo. Se non riesci a scorgere l’opera di Dio per te, fai questa preghiera: “Signore apri i miei occhi affinché io veda!”
A Dio sia la gloria per ogni suo favore!

Luciano Di Marco