Coraggio c’è il Signore

Coraggio c’è il Signore

 Coraggio c’è il Signore

 “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra e della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me” (Salmo 23:4) In questo verso il salmista parla della possibilità, da parte sua, di passare per la valle dell’ombra e della morte, che ci parla dei momenti difficili che ognuno di noi può attraversare, anche seguendo il buon pastore.  Non ci sono quindi solo i momenti in cui, lasciandoci guidare dal Signore, vediamo come cornice al nostro cammino i verdeggianti pascoli che, visti dal punto di vista di una pecora, ci parlano di tutto quello che di più bello, di abbondante, di salutare, si possa desiderare; oppure le acque calme, che ci parlano di tranquillità. Molti credenti non hanno la capacità di “mettere in conto” le difficoltà  lungo il proprio cammino di fede, altri invece credono che chi le attraversa non stia seguendo il Signore, o addirittura che quel tale sia fuori dal piano di Dio. Ebbene questo verso è uno dei tanti che li smentisce, perché contempla le difficoltà come fatti  che  possiamo incontrare lungo il nostro cammino col Signore, quasi in modo naturale, ci sono i giorni dei paschi verdi e delle acque calme e altri di valli ombrose e inospitali. Gesù disse: “nel mondo avrete tribolazioni”, la Parola di Dio è verace e dissipa ogni nostro dubbio, mettendoci davanti alla reale vita del credente che è fatta anche di momenti non semplici. Davide parla di una valle ombrosa, dove non si vede un raggio di Sole, dove le cose intorno non si riescono  a decifrare con chiarezza, momenti dove per la mancanza di Sole non si sente quel calore, quel tepore che invece si avverte in una bella giornata di Sole. A tutti noi sarà capitato di trovarsi in qualche vallata umida e depressa dove a fatica arriva un raggio di Sole, oppure in campagna, in una giornata soleggiata, dove  i colori vengono messi in risalto dalla luce, ma poi basta qualche nuvola per rendere quel luogo incantevole ombroso: i colori non sono più gli stessi, il calore percepito qualche minuto prima sembra un lontano ricordo. Queste sono tutte figure dei momenti di difficoltà che qualsiasi credente può attraversare: sono momenti nei quali, intorno a sé, vede molte ombre, situazioni anche difficili da spiegare, da decifrare, momenti in cui  la “temperatura della propria vita spirituale” si può abbassare per via delle zone d’ombra che ci sono attorno. Ci sono giorni in cui l’ombra vuole farsi largo, in cui le nuvole si affacciano sul nostro capo, le montagne si scorgono dal fondo di una valle e ci fanno ombra, e facciamo fatica a vedere bene, a camminare, non vediamo più i colori della grazia di Dio che vedevamo nei giorni dei verdeggianti paschi; ma Davide aggiunge delle parole che rinfrancano i nostri cuori: “io non temerei alcun male”, in altre parole il salmista dice: “non avrei paura”, ed il motivo c’è lo spiega poco dopo: “perché tu sei con me”. Davide non dice di non temere alcun male perché è un uomo coraggioso, o perché abituato a fronteggiare i pericoli, ma riconduce questo suo coraggio alla consapevolezza e alla fiducia che il suo Pastore è con lui. Il salmista sembra volere dire: “È vero, durante il cammino posso attraversare anche valli d’ombra, posso incorrere in pericoli mortali, ma io sto seguendo il mio pastore, ed essendoci la sua presenza,  anche lì io non temerò. Questa fu l’esperienza meravigliosa fatta anche dai discepoli, che vennero obbligati da Gesù a passare all’altra riva del lago di Genesaret, cioè a percorrere una distanza di circa 12 km: si trattava di un passaggio molto semplice per loro, uomini di mare ma, di lì a poco, si trovarono  nel mezzo di una grande tempesta (Matteo 14:22-31). Ad un tratto Gesù gli si fece incontro e gli disse: “Coraggio, son io non abbiate paura”, come a voler dire: “ci sono Io, non vi preoccupate”, ed infatti, quando Gesù  salì su quella barca, il vento e la bufera cessarono. È proprio vero: solo per il semplice fatto che il nostro Signore è con noi, non dobbiamo temere alcun male. È bello sottolineare anche che il salmista non dice: “non temerò questo o quest’altro male”, ma afferma con forza che, per la presenza di Dio con lui, non teme nessun genere di male. Il Signore ci ha liberato da molte paure, ma forse ci possono essere alcune fobie latenti nella nostra vita, che riemergono quando ci veniamo a trovare in qualche difficoltà; ma la consapevolezza della presenza di Dio durante il nostro cammino, anche nella valle più tenebrosa, ci deve dare la forza di proclamare: “io non temerò alcun male”. Quando Dio chiamò Giosuè a sostituire Mosè come conduttore del popolo d’Israele (Giosuè 1:2-9), mettendolo davanti al compito oneroso che doveva svolgere e alle battaglie che lo attendevano, disse però: “come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò”. Poi ancora aggiunse: “Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il SIGNORE, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai”. È bello notare due cose in questi versetti: la prima è che Dio voleva dire a Giosuè che “le cose non cambieranno, come sono stato con Mosè sarò pure con te”, la seconda è che la presenza del Signore sarebbe stata con lui in ogni luogo che avrebbe attraversato (per usare il linguaggio del Salmo 23). Il Signore, per dare coraggio a Giosuè, gli garantisce la sua presenza: Gesù lo fece con i suoi discepoli prima di ascendere al cielo, dicendo: “Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:20). Il nostro Salvatore disse proprio “tutti i giorni”, quindi non solo nei giorni dove tutto va bene, ma anche in quelli più tristi, delle difficoltà, della valle delle tribolazioni: anche in quei giorni possiamo contare sulla presenza di Dio. La consapevolezza della presenza del Signore ci deve dare coraggio, anche quando attraverseremo momenti bui e difficili, perché Egli è con noi e, come vediamo nella scrittura, la presenza di Dio non è una presenza “passiva”: Egli non si limita soltanto a guardare, ma interviene nella nostra vita al momento opportuno, liberandoci e benedicendoci, apparecchiando per noi una tavola al cospetto dei nostri nemici. Forse stai attraversando la valle dell’ombra e della morte, del pianto, dello sconforto, della prova: la parola di Dio non dice che il Signore te la eviterà, ma che sarà con te anche in quei momenti. O forse stai passando per prati erbosi, momenti di euforia, di benedizione; sarebbe bello che tutti i credenti, in qualsiasi periodo o situazione si trovino ad affrontare, possano affermare: “Non temerò, non avrò paura, avrò coraggio, perché il Signore, il mio pastore, è con me”.

Luciano Di Marco