Signore, se esisti, fatti conoscere …

Signore, se esisti, fatti conoscere …

Signore-se-esisti-fatti-conoscereA Dio sia la gloria. È un onore poter testimoniare delle opere grandi che ha fatto il Signore nella mia vita.
Ho 44 anni e all’età di 21 il Signore si fece conoscere nella mia vita che era apparentemente buona: i soldi non mancavano, avevo un’impresa familiare, una bella macchina, tanti “amici” e la fidanzata che oggi è mia moglie in Cristo.
La vita dietro le quinte era tutt’altro che bella: soffrivo di una depressione che si presentava quando ero solo. La notte, sul mio letto, magari anche dopo una serata in discoteca, cominciavo a navigare con la mente ponendomi mille domande (ad esempio su quale fosse il senso della vita), alle quali però non trovavo risposta.
Una notte di particolare sofferenza, piangendo, ebbi dei pensieri di morte, convinto di poter mettere fine alle mie sofferenze; ma la grazia di Dio mi raggiunse e mi mise in cuore di pregare, e dissi semplicemente: “Signore, se esisti, fatti conoscere”. All’istante sentii come un fuoco dentro il mio corpo e anche una grande pace e gioia; così mi addormentai. Il giorno seguente, ricordando ciò che era accaduto quella notte, decisi di andare in chiesa: non sapevo dove fosse, ma decisi di andarci.
Qualche giorno dopo invitai Daniele, un collega di lavoro, per andare a bere qualcosa insieme, poi lo accompagnai a casa e lo salutai: lui scese dall’auto salutandomi, ma dopo un istante risalì e, guardandomi negli occhi, mi disse: “Gesù ti ama”. Sentii subito una forte conferma alla preghiera che feci qualche notte prima, di nuovo sentii lo stesso fuoco e la stessa gioia e pace; mi aggrappai così a questo nome: Gesù. Oggi, per grazia di Dio, serviamo il Signore io e la mia famiglia: le prove non sono mancate ma posso dire: “grazie a Dio”, perché abbiamo un Padre che ci corregge con amore.
Abbiamo due figli. Andrea, il più piccolo, a un anno e otto mesi si ammalò di una malattia molto rara: il suo midollo osseo si era bloccato e non produceva sangue; era necessaria una trasfusione di sangue ogni settimana per due anni e mezzo. Il Signore ci sostenne in quel periodo; riconoscemmo che nessun uomo poteva consolarci. Verso la fine della prova il corpo di Andrea si era indebolito: gli davano la morfina per alleviare il dolore. Una sera il medico ci chiamò e disse che il bambino non avrebbe superato la notte. Mia moglie ed io gridammo a Dio facendo partecipe anche la chiesa del nostro dolore: il Signore rispose con potenza. Il giorno seguente l’infezione si era ritirata, rendendo possibile il trapianto del midollo da un donatore americano compatibile al 100%.
Andrea non poteva correre perché si stancava subito e, per paura che si procurasse contusioni, cercavamo di tenerlo calmo, ma senza grossi risultati; ci rispondeva: “No! Io corro!”
Oggi ha dieci anni e nella corsa è il più veloce della sua classe: dico questo per dare tutta la lode e la gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
“Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore, e non ti perdere d’animo quando sei da Lui ripreso; perché il Signore corregge quelli che ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli” (Ebrei 12:5-6)

Tony