Altalena Spirituale

Altalena Spirituale

La bellissima figura di un genitore che porta il figlio al parco è comune a tutti, vedere un bimbo giocare sull’altalena felice perché crede di volare, non ha prezzo. Ma per quanto il papà possa spingere in alto il figlio, esso ritorna sempre giù. E più in alto va e più forte sarà l’impatto nel caso in cui cada al suolo. Molte volte questo si rispecchia nella nostra vita spirituale: alterniamo momenti gioiosi, di elevata spiritualità, ad angosciosi momenti di apatia spirituale. Questo e ciò che accadde anche a Sansone e, poiché la Parola di Dio ci attesta che tali cose furono scritte per il nostro ammaestramento (cfr. 1 Co 10:6), vogliamo imparare dagli errori di Sansone, affinché possiamo acquisire saggezza.

Innanzitutto vediamo che Sansone era un Nazireo, ovvero un uomo consacrato e appartato per Dio in un modo speciale, che seguiva delle regole pratiche per poterlo testimoniare a tutti. In realtà questo tipo di consacrazione doveva servire di esempio a tutto il popolo, in quanto era questo il desiderio di Dio per loro.

  • Sospinto dallo Spirito o dalla carne?

Sansone nacque in virtù di una promessa e, fin da giovane, era sospinto dallo Spirito Santo (cfr. Gc 13:24; 14:2) ma, nello stesso tempo, iniziò ad essere sospinto anche dalla carne. Tutto accadde perché “Sansone scese a Timna e vide là una donna tra le figlie dei Filistei”. Che ci faceva un uomo di Dio in mezzo ai Filistei? Cosa stava cercando a Timna? Ci sono dei luoghi non idonei per i figli di Dio: con ciò non vogliamo promuovere l’eremitismo, ma riconoscere la necessità di essere avveduti e di chiedere a Dio discernimento spirituale. Sansone scese in mezzo ai filistei, e lì fu attratto. Qualcosa iniziò a sospingerlo a soddisfare i suoi desideri, al punto che chiese ai genitori di prendergli una moglie filistea, cosa che non era certamente gradita a Dio (cfr. De 7:3-4).

  • Vittoria o sconfitta?

Nel corso della sua vita commise molti errori, ma continuava ad amministrare il suo ufficio di giudice. Molte furono le sue vittorie, ma la più eclatante fu quella in cui combatté e vinse con una mascella d’asino (cfr. Gc 15:18; 16:3). Fu una battaglia incredibile: l’esercito avanzava armato fino ai denti e lui li abbatté con un pezzo d’ossa. Dopo la battaglia “ebbe molta sete, invocò il SIGNORE” che spaccò la roccia e da essa uscì dell’acqua per dissetarlo. Ma invece di custodire quanto Dio gli aveva donato fino a quel momento, invece di godersi la gloriosa vittoria realizzata, “Sansone andò a Gaza, vide là una prostituta ed entrò da lei”. Di certo ciò non accade letteralmente nella nostra vita, non accade praticamente, ma molto spesso accade spiritualmente. Accade ogni qual volta, tornati a casa dal culto, corriamo per sapere i risultati della partita, oppure quando andiamo a rivedere una sit-com registrata per sapere gli ultimi eventi. Accade quando nella nostra vita Dio non è più al primo ed unico posto. Sansone, colui che era considerato santo all’Eterno, si unì ad una prostituta, disprezzando ed offendendo la santità di Dio, agendo con leggerezza.

  • Arrendevolezza o indurimento?

Dopo l’episodio della prostituta, vediamo che Sansone fa qualcosa di strano (cfr. Gc 16:4-20): è scritto che Sansone “afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che è di fronte a Ebron”. A primo impatto, tale evento sembra soltanto un’azione goliardica di Sansone ma, in realtà, era per lui la possibilità di provare e di dimostrare a se stesso che era ancora in grado di portare avanti il compito affidatogli da Dio. E mentre lui pensava di essere arreso nelle mani di Dio, non si rese conto che il suo cuore si era indurito a tal punto da non comprendere che il Signore si era ritirato da lui. Ci sono dei momenti della nostra vita in cui ci risulta difficile perfino sentire la presenza del Signore. Arriviamo alla fine del culto lottando per una piccola benedizione, pensando, poi, di essere apposto con Dio ma, in realtà, siamo divenuti sterili.

Se la nostra vita è oscillante come un bimbo sull’altalena, preghiamo il Signore che ci dia una vita sospinta dallo Spirito Santo, perché solo così potremo vivere una vita vittoriosa e arresa a Lui. Chiediamo a Dio stabilità e coerenza, realizzabile solo vivendo una vita consacrata e appartata nel Signore. Impariamo da Sansone che, seppur troppo tardi, si ravvide e invocò il Signore per ricevere ancora potenza e trionfare sui suoi nemici. Sarà poi citato tra i grandi esempi di fede, in Ebrei cap. 11, a dimostrazione del suo cambiamento radicale, esempio che portò benessere al popolo di Dio.

Pasquale Colucci