Prosperità Spirituale

Prosperità Spirituale

“Carissimo, io prego che in ogni cosa tu prosperi e goda buona salute, come prospera l’anima tua”

III Giovanni v. 2

Questo verso ci insegna che esistono due tipi di prosperità: una materiale e l’altra spirituale.

Meditandolo attentamente, impariamo che possiamo pregare per la prosperità materiale nostra e anche per quella dei nostri cari; infatti l’apostolo Giovanni, scrivendo questa lettera a Gaio, testimonia di pregare per la prosperità e la salute dello stesso. Altri passi biblici ci confermano questa verità (I Cronache 4:10; Filippesi 4:19), è chiaro, però, che il vero cristiano non deve pretendere di stare bene economicamente e fisicamente, ma deve essere capace di accontentarsi della situazione che il Signore vuole per lui (Filippesi 4:12).

La prosperità che più ci deve interessare, infatti, è quella dell’anima: leggendo la Bibbia ci imbattiamo in alcuni racconti che, con semplicità e chiarezza disarmanti, ci insegnano che la vera ricchezza che dobbiamo ricercare è quella che riguarda l’anima nostra (Luca 12:13-21;16:19-31;18:18-26). La prosperità materiale, infatti, ha degli effetti temporanei e non influisce affatto su quella che riguarda la parte spirituale dell’uomo (Matteo 6:19-20). Gesù un giorno pronunciò delle parole che scuotono con forza le coscienze: “E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?” (Marco 8:36), l’uomo che in qualche modo riuscisse a guadagnare tutto il mondo, sarebbe il prototipo della prosperità ma, senza la ricchezza spirituale, che è di gran lunga la più importante, ciò non gli servirebbe a nulla.

Gesù non si limitò a far notare ai suoi contemporanei prima, e a noi oggi, l’importanza preminente di essere ricchi in vista del regno di Dio (Luca 12:21), ma si presenta come colui che può offrire in prima persona questa ricchezza, Egli disse infatti: Io son venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10). Possiamo affermare che la missione di Cristo è fare prosperare l’uomo, dandogli la vita!

Gesù disse ancora: “chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Giovanni 11:25); chi ha fede in Cristo avrà la vita eterna dopo la morte; quando i beni e le conquiste fatte sulla terra non conteranno più, il credente godrà della prosperità che solo Dio può dare. La storia di Zaccheo (Luca 19:1-10) ci illustra magnificamente questa verità: la Bibbia ci rivela che egli era ricco,  ma la sua vita comincia realmente a prosperare dal momento del suo incontro con Gesù. Il Signore, infatti, fa a quest’uomo questa bella dichiarazione: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa” (Luca 19:9). Zaccheo, nonostante fosse un uomo facoltoso, non possedeva ancora la salvezza: in altre parole era ricco materialmente, ma povero a livello spirituale. Dopo aver incontrato Gesù, l’unico che può dare la salvezza, le cose per Zaccheo cambiarono radicalmente: quest’uomo, infatti, comincia veramente a prosperare ed entra nella vera vita.

Dio sia lodato perché abbiamo compreso l’importanza della prosperità spirituale e abbiamo conosciuto anche Colui che la elargisce gratuitamente, Cristo Gesù il Signore. Ogni giorno, però, siamo chiamati a fare in modo che la nostra crescita continui e non si arresti; per far ciò  è necessario fare tre semplici cose, confidando nella grazia di Dio: la prima è senza dubbio una lettura e una meditazione quotidiana della Bibbia (Salmo 1:3). Dio disse a Giosuè: “Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai” (Giosuè 1:8), la prosperità spirituale del credente è legata a doppio filo alla lettura, alla meditazione, e alla pratica quotidiana della Parola del Signore. Leggendo la Bibbia, infatti, impareremo ogni giorno a conoscere Dio: il Suo carattere, la Sua volontà per la nostra vita, i suoi desideri ecc.

Per prosperare è necessario, inoltre, confessare i propri peccati a Dio: non basta conoscere la verità, ma è necessario camminare per essa. Nel libro dei Proverbi leggiamo: “Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia” (Proverbi 28:13). È scritto che il giusto cade sette volte al giorno (Proverbi 24:16); impariamo quindi che le cadute sono all’ordine del giorno (Matteo 18:21-22) e nasce quindi l’esigenza di confessare quotidianamente al Signore i nostri peccati, con l’impegno di abbandonarli. Dio infatti è Fedele e perdonerà i peccati di coloro che con sincerità li confessano a Lui (I Giovanni 1:9): questi ultimi scopriranno il benessere che solo il perdono divino può dare.

Infine, non possiamo dimenticare l’importanza della preghiera: Giovanni pregava che Gaio potesse prosperare. Non c’è vera crescita senza preghiera! Di Daniele è scritto: “Daniele prosperò durante il regno di Dario e durante il regno di Ciro, il Persiano” (Daniele 6:28), il segreto di questo profeta era proprio la preghiera: egli aveva l’abitudine di inginocchiarsi davanti a Dio tre volte al giorno (Daniele 6:10). È chiaro, non è una questione di numeri, ma di sostanza: la preghiera è il mezzo che abbiamo per relazionarci a Dio, per confessare i nostri peccati a Lui, perciò pregare è un “esercizio” necessario.

Viviamo in un mondo che è alla costante ricerca della prosperità, sentiamo parlare ogni giorno di crescita e benessere, sentendo le più disparate ricette per star bene. Ma, meditando la Parola del Signore, scopriamo che la vera prosperità è quella che riguarda la parte spirituale dell’uomo, e che solo Dio può darla. Sia questa dunque la nostra preghiera: “Signore fai prosperare le anime nostre”, con la certezza che Egli andrà oltre, dandoci quotidianamente ciò di cui i nostri corpi e le nostre famiglie hanno bisogno, non perché lo meritiamo, ma per la Sua meravigliosa Grazia.

Luciano Di Marco