Nel cammin che io farò

Nel cammin che io farò

nel_cammin-che_io_far+¦L’inno “Nel cammino che io farò” è considerato un canto gospel tradizionale; esso è stato cantato da diversi artisti nel tempo. Il canto prende spunto dal versetto di 2 Corinzi 5:7 dove leggiamo: “Camminiamo per fede e non per visione”.
L’autore dell’inno è sconosciuto, ma diverse persone ipotizzano che tale canto nacque nel XIX secolo, nelle chiese afroamericane del Sud e che molto probabilmente fu scritto e cantato già prima della guerra civile dato che alcuni “testimoni” ricordano che gli schiavi cantavano, mentre lavoravano nei campi, una canzone che esortava a camminare a fianco del Signore. Nel 1800 iniziarono a pubblicare diverse raccolte con questo inno, ma la sua
diffusione maggiore avvenne nel 1930, quando le chiese afroamericane iniziarono a organizzare grandi riunioni musicali ed evangelistiche. Da quel momento in poi l’inno venne conosciuto a livello mondiale e cantato in diverse occasioni adattandolo a diversi generi musicali: dal gospel del Sud al jazz passando per le bande di ottoni. Addirittura il famoso cantante Elvis Presley registrò una versione del pezzo, ed entro la fine del 1970, più di un centinaio di artisti avevano inciso e cantato questo canto. Tralasciando tutte le versioni cantate e le diverse registrazioni di questo noto inno, vogliamo riflettere sul suo significato e sull’invito che ci rivolge, che è quello di camminare ogni giorno con il Signore. Oggi possiamo immaginare che questi schiavi nella loro difficile condizione
avevano solo una richiesta: camminare vicino a Dio. Nella traduzione del testo originale leggiamo “Camminare solo un po’ più vicino a Te. Esaudisci, Gesù, la mia preghiera. Ogni giorno, camminando vicino a Te, lascia che sia, caro Signore … Fai che sia così, caro Signore … Fai che sia così …”. Senza ombra di dubbio nel momento della difficoltà, che li schiacciava, essi non si ribellarono alla loro condizione, ma  elevarono una canto, una preghiera di aiuto verso Dio, poiché sapevano di non avere le forze e che solo il Signore poteva donargliele. Essi avevano come scopo finale quello di incontrare il loro Dio e, nel cammino che affrontavano, volevano onorarLo. Che questo desiderio possa essere reale anche nella nostra vita. Oggi non soffriamo la schiavitù fisica, ma possiamo essere schiavi del peccato che facilmente ci avvolge (Ebrei 12:1) e solo camminando con Gesù abbiamo la certezza di essere liberati per poterLo onorare e servire.

Testo originale ( Traduzione )

Camminare solo un po’ più vicino a Te.

Esaudisci, Gesù, la mia preghiera.

Ogni giorno, camminando vicino a Te, lascia che sia, caro Signore …

Fai che sia così, caro Signore … Fai che sia così …

Io sono debole ma tu sei forte.

Gesù, proteggimi da tutto ciò che è sbagliato.

Sarò contento finché

Mi permetterai di camminare vicino a Te …

Camminare solo un po’ più vicino a Te.

Attraverso questo mondo di fatica e di insidie,

Se io vacillo, a nessuno importa Signore

Chi con me le mie azioni onorerò”

Nessuno, se non te, caro Signore,

nessuno ma te.

Quando la mia vita è debole

Tempo per me non ci sarà più,

Guidami con dolcezza al sicuro a casa

alle rive del tuo Regno, alla tua sponda.

*Non è stato possibile trovare l’immagine dell’autore dato che resta sconosciuto.