Il Signore toccò il mio cuore e cambiò la mia vita

Il Signore toccò il mio cuore e cambiò la mia vita

Cristo-la-mia-unica-salvezzaMi chiamo Laura e sono l’ultima di otto figli di una famiglia calabrese. Fin da piccola ho sempre cercato il Signore, ma solo per sfogare la mia rabbia contro di Lui. La mia vita si svolgeva tutti i giorni chiusa in una stanza, vivendo a stento e senza alcuna comodità. Ogni attimo si viveva nella paura e le mie giornate erano tutte uguali: lunghe e tristi. Quando andavo a scuola ero l’unica che non gioiva al suono della campanella: questo significava il ritorno a casa; infatti, all’ora di pranzo, c’era la possibilità, per chi abitava vicino, di fare ritorno a casa, ma io preferivo restare a scuola: a casa non avrei avuto comunque niente da mangiare, ma almeno a scuola avrei avuto un po’ di pace. Crescevo, e dentro di me c’era solo e sempre più buio e cominciai a pensare che l’unica via di uscita fosse la morte: cercai vari modi per mettere fine alla mia vita, e tutto questo all’età di undici anni, ma quando arrivavo in ospedale non ero mai troppo grave. Cadendo sempre di più nello sconforto, malata anche di epilessia, pensai di interrompere la cura sperando che, durante una crisi, accadesse il peggio o che qualcuno si accorgesse di come vivevamo; ma questo non accadde. Dopo tre mesi, al controllo che feci, il dottore che mi seguiva già da tre anni mi disse che non ci saremmo più visti perché ero guarita. All’età di ventuno anni tentai l’ennesimo suicidio copiato da una ragazza, che poi morì; io invece no. In quel momento mi arrabbiai ancora di più col Signore e gli dissi: perché lei sì e io no? Perché non vuoi liberarmi da tutto questo? Una delle mie sorelle mi portò a Milano, ospitandomi a casa sua. Avevo ventuno anni e le cose andarono subito bene: trovai un lavoro che mi permetteva di avere tutto quello che volevo, potevo avere tutta la libertà e la pace che tanto desideravo. Ringrazio il Signore che, in quel periodo, mi ha guardato da ogni pericolo. Conobbi un ragazzo che oggi è mio marito, che si prese subito cura di me e per me era la sicurezza che non avevo mai avuto. Ci sposammo ma, per l’intromissione di altre persone, iniziammo ad avere alcuni conflitti; persi anche il bambino che aspettavo e lì tornò il buio. Ci invitarono ad andare in chiesa e, così, cominciammo a frequentarla ma, conoscendo l’ordine del culto, non vedevo |’ora che finisse, ma poi pian piano, un cantico, un messaggio da parte del Signore, le testimonianze, toccarono il mio cuore: ad un appello andai avanti, e quella tristezza che era nel mio cuore diventò un peso, un peccato che avevo verso il Signore. Chiesi perdono con tutto il cuore e cominciai a piangere; sentii come un’inondazione dall’alto, come se le lacrime non venissero da me: tutto il mio corpo era immerso nelle lacrime, intorno a me non c’era nessuno, eravamo solo io e Dio. L’11 Giugno del 2006, assieme a mio marito e alla mia bambina che avevo in grembo, sono scesa nelle acque battesimali. Ringrazio il Signore per le due creature che ci ha donato. Abbiamo avuto diverse prove, come anche la perdita del lavoro, ma ringrazio il Signore per la fede che ci dona. Il Signore giorno dopo giorno ci aiuta ad aspettare i suoi tempi ed il compimento della Sua volontà e inoltre ci fa comprendere come confidando in Lui si possa vivere un matrimonio sereno, poiché Egli ci preserva dalle influenze negative. Oggi ho trentacinque anni e il Signore mi ha fatto capire che devo soffrire solo quando sono lontana dalla Sua volontà e non più perché qualcuno non ricambia l’amore dato. Accetta il Signore Gesù nella tua vita: potrà accadere qualunque cosa, ma chi ci separerà dall’amore di Dio?

Laura