Oh Happy Day

Oh Happy Day

Phil-DoddridgeQuesto mese non parleremo di un inno presente nella raccolta “Inni di Lode”, ma di un canto conosciuto in tutto il mondo, che ha origini cristiane. “Inni indimenticabili”, infatti, si ripropone di far conoscere come sono nati i canti che hanno fatto la storia del cristianesimo, oltre che tracciare un profilo degli autori degli inni. Il canto “Oh Happy Day” è un vecchio inno battista del ‘700, scritto da Philip Doddridge (1702-1751). L’autore nacque in una famiglia di venti figli; perse entrambi i genitori prima di completare la scuola di base ma, nonostante ciò, sua madre riuscì a dargli un grande esempio di fede che poi lo orientò al ministero ecclesiastico: egli, durante la sua vita, contribuì a formare oltre duecento giovani per il ministero religioso. Viene considerato, insieme a Isaac Watts e Charles Wesley, uno dei più importanti compositori inglesi del   VIII secolo. L’inno nel ‘700 non ebbe il successo desiderato, ma nel 1967 divenne un canto famoso. Nel 1966 il cantante John Lennon, che cantava insieme con i Beatles, dichiarò che le loro canzoni erano più popolari di Gesù. Questa sua dichiarazione fece il giro del mondo: parecchi si indignarono e in molte nazioni dovettero disdire la tournée. Nel 1967 un gruppo di afro-americani a Brooklyn pregò per diverse settimane affinché il Signore intervenisse, perché volevano scrivere un cantico e togliere quell’onta, quell’affronto fatto dai Beatles. Essi pregarono a lungo e scrissero vari canci tra cui “Oh Happy Day”. Dopo aver inciso diversi inni, li distribuirono in varie zone della città di New York ed un giorno il brano andò a finire in una radio locale. Il disco, o meglio, la canzone “Oh Happy Day” raggiunse livelli altissimi e superò in classifica tutte le migliori canzoni del momento, compresi i pezzi più famosi dei Beatles. La canzone spopolò in tutti gli stati americani e stette ai primi posti in classifica generale della hit parade per moltissimo tempo, battendo ogni record. Arrivò anche in Inghilterra e in tutta Europa. Essa veniva cantata tra i gruppi Gospel in tutte le chiese Evangeliche e non, perfino nei locali mondani, lontani dal Signore. Ancora oggi “Oh Happy Day” è tra le canzoni o cantici più popolari al mondo. Il testo, cantato in prima persona, sebbene eseguito generalmente a cori, celebra il “giorno felice” (oh happy day) in cui Gesù “lavò i miei peccati” (washed my sins away) ed insegna a “guardare, lodare e pregare” e ad essere felici ogni giorno.

 

O giorno felice, o giorno felice

    Quando Gesù lavò i miei peccati

     Egli m’insegnò ad osservare,

       combattere e pregare

   E a vivere con gioia ogni giorno

  O giorno felice, o giorno felice

  Quando Gesù lavò i miei peccati

Ogni giorno in cui io

  Prego il Signore, io nasco di nuovo

  I miei peccati vengono cancellati

Ogni giorno è un giorno felice

O giorno felice, o giorno felice

 Quando Gesù lavò i miei peccati