Una vita piena con Gesù

Una vita piena con Gesù

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Ho conosciuto il Signore all’età di 26 anni. Ero cattolica, frequentavo la scuola e, secondo le persone che mi conoscevano, ero una brava ragazza. Un giorno conobbi un ragazzo, Antonio, oggi mio marito, e fu proprio lui a parlarmi per la prima volta di Gesù e dell’Evange|o: egli mi disse che era evangelico, che leggeva la Bibbia e cercava di mettere in pratica ciò che vi era scritto. Ero una ragazza tranquilla, non facevo niente di strano, ma mi ponevo sempre tanti interrogativi e inoltre questo mondo non mi piaceva. Feci conoscere Antonio ai miei genitori e così ci fidanzammo ufficialmente. Mia madre e mio padre tuttavia, non erano contenti che Iui fosse evangelico ed erano contrari al nostro matrimonio, ma io mi imposi per sposarlo perché lo amavo. La mia famiglia accettò la mia scelta, obbligandomi, però, a non sposarmi in una chiesa evangelica perché per loro sarebbe stato un disonore. Io intanto avevo iniziato a leggere la Bibbia e a comprenderla, ma decisi di accontentare per l’ultima volta i miei genitori. Io vivevo a Salerno e Antonio a Milano, ma spesso andavo a trovare i suoi genitori che, sentendosi soli, mi invitavano a casa loro e ne approfittavano per parlami del Signore, raccontandomi le testimonianze dei fratelli, e fu proprio in uno di questi giorni che decisero di regalarmi una Bibbia. Quando la iniziai a leggere compresi come Dio non amasse gli idoli, a cui io ero devota, e il loro culto: iniziai a ripulire tutto e a gettare via ogni cosa. Una domenica mattina andai, come di consueto, in chiesa cattolica e mentre il prete faceva la sua funzione sull’altare, il Signore mi parlò e disse: “lo non sono in questo luogo, il prete alza l’ostia come se io stessi morendo ancora come sacrificio per i vostri peccati, ma io sono morto una sola volta tanto tempo fa; non sono in questa chiesa perché non amo questi idoli ma voglio invece la tua lode e che tu mi glorifichi”. Trovai conferma di queste parole anche in Ebrei 9:28: “…così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che aspettano per la loro salvezza”. Da quel momento in poi decisi di servire il Signore con tutto il mio cuore seppur in quel momento non stessi frequentando nessuna chiesa evangelica. Passarono due anni e arrivò il giorno del matrimonio e durante la cerimonia avrei dovuto prendere l’ostia, ma io sapevo che ciò era sbagliato e allora chiesi a Dio di darmi una risposta. La risposta arrivò per bocca dì mia madre che mi disse: ”Se Antonio non prende l’ostia nemmeno tu la devi prendere”. Dopo circa una settimana, tornata dal viaggio di nozze, mia madre mi rimproverò di non aver preso l’ostia durante la celebrazione del mio matrimonio, ma quando le ricordai che fu proprio lei a dirmi di non prenderla, non disse più nulla. Dopo il matrimonio andammo a vivere a Garbagnate Milanese e cominciammo a frequentare la comunità di Bollate dove, nel Febbraio del 1987, mi battezzaì in acqua e nel Giugno dello stesso anno il Signore mi battezzò nello Spirito Santo. Ringrazio Dio per tutte le cose meravigliose che ha fatto nella mia vita: tramite la Sua Parola ha cambiato il mio carattere e il mio modo di essere, mi ha fatto una Sua figliuola e ogni giorno mi porta avanti, inoltre lo ringrazio per i figli che mi ha donato perché, essendo affetta da anemia mediterranea, entrambi rischiavano di morire da piccoli. Posso dire che prima di conoscere il Signore sentivo sempre un vuoto dentro di me ma ora, invece, sento tanta gioia e sento che Egli mi guida e mi consiglia per il meglio. Sono felice di essere in comunione con Lui, di leggere la Sua parola e di amarLo e seguirLo tutti i giorni della mia vita.

Lina