Rimproveri inopportuni

Rimproveri inopportuni

Alla fine Elifaz di Teman rispose e disse [Giobbe 4:1]
I tre amici di Giobbe potevano pensare soltanto alla giustizia Dio in riferimento alle sofferenze di Giobbe, ma non avevano la minima idea del Suo amore verso il patriarca lacerato dal dolore. Elitlaz senza dubbio, pensava che avrebbe potuto aiutare Giobbe grazie alla sua presunta conoscenza dei fatti e alla sua notevole capacita oratoria, ma la sua diagnosi sul male che aveva colpito Giobbe era del tutto sbagliata.
È facile rispondere e dire cose apparentemente giuste e inappuntabili quando non si sperimenta, di prima mano, lo stesso dolore che colpisce il nostro prossimo: siamo spesso maestri di lezioni che non abbiamo mai imparato noi stessi per primi.
Elifaz inizia dolcemente e gentilmente: “Se provassimo a dirti una
parola, ti darebbe fastidio? Ma chi potrebbe trattener le parole? (v.2).
Poi ricorda giustamente a Giobbe che lui aveva insegnato molti,
rafforzato le mani deboli, le sue parole avevano sostenuto rialzato chi
aveva inciampato, aveva rafforzato le ginocchia cvacillanti (vv, 3,4).Dal momento che tutto ciò era vero, Elifaz non avrebbe forse dovuto dare il giusto peso a tale carattere eccellente da parte di Giobbe, ed esprimere qualche genuino apprezzamento in proposito?
Elifaz, invece, praticamente fece penetrare una spada nell’anima di
Giobbe criticandolo per il suo abbattimento ora che la difficoltà bussa
alla sua porta (cfr. v. 5). Perché Elifaz non lo fa come dice Giobbe fece in passato con altri, rafforzando le mani deboli e sostenere coloro che inciampano? È facile per noi discernere ciò che pensiamo sia sbaggliato in un altro senza fornire per lui quello che potrebbe essere il suo aiuto.
Egli chiede Giobbe: “Il tuo timor di Dio non ti dà fiducia, e lintegrità
della tua vita non è la tua speranza?” Elifaz, infatti, sapeva bene
che Giobbe aveva vero rispetto verso Dio ed era uomo integro.
Al di là di quanto gli altri possono rimproverarci, alla line conta la
nostra fedeltà a Dio e la nostra integrità di condotta: Dio ci aiuti!