Comunione e Fede

Comunione e Fede

“..Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento” [LEGGERE LUCA 1:39-45]

Osserviamo il beneficio che deriva dalla comunione tra credenti. In questo passo leggiamo della visita di Maria alla cugina Elisabetta. Ci è raccontato in modo toccante come i cuori di queste donne fossero rallegrati e i loro pensieri elevati da questo incontro. Dovremmo sempre considerare la comunione con gli altri credenti come un prezioso dono di grazia. E una sosta rinfrescante lungo il cammino scambiare qualche esperienza con i nostri compagni di viaggio. Molti che temono il Signore di fatto dimenticano di parlare l’uno con l’altro (Malachia 3:16). Cerchiamo innanzitutto la faccia di Dio ma, subito dopo, quella degli amici di Dio! Elisabetta si rivolge a Maria come alla “madre del mio Signore”. Questa espressione racchiudeva, da una parte, l’annuncio della messianicità del bambino che stava per nascere (Salmo 110:1). Egli era il Cristo di Dio, e, dall’altra, l’onore che Elisabetta riservava a Maria. Guardiamoci dall’utilizzare con superficialità le nostre parole; anzi, usiamole sempre con riverenza nei confronti di Dio e dei nostri fratelli. Perciò non ci stupiamo che questa donna ammiri la fede di Maria (V. 4S). Ella sapeva molto bene ciò che la fiducia nell’Eterno aveva reso possibile. Che cose la storia degli uomini di Dio se non il racconto di persone che hanno conseguito una buona testimonianza unicamente a motivo della lo ro fede? Sappiamo qualcosa di questa preziosa grazia? Promuoviamo “la fede degli eletti di Dio”? ( Tito 1:1). Apprezziamola negli altri ma conosciamola per esperienza. E’ mille volte meglio essere ricco di fede che di denaro Loro non avrà alcun valore nel mondo invisibile verso il quale ci siamo in camminati. La fede sarà l’unica valuta che avrà corso in quella Città, al cospetto di Dio Padre e di tutte le creature celesti.