Una risposta ponderata

Una risposta ponderata

Poiché noi siamo di ieri e non sappiamo nulla; i nostri giorni sulla terra non sono che un’ombra
[GIOBBE 8:9]
Bildad risponde a Giobbe con tono calmo e riflessivo, in netto contrasto con il modo irruento e impulsivo con cui Giobbe aveva replicato. Lo invita a meditare sul valore e sulla durata della vita e sulla fragilità ed evanescenza di questa nostra esistenza. L’immagine delle acque di un fiume che si ritirano dal papiro e dalle canne che crescono sulle rive, oppure ancora, l’immagine della lussureggiante vegetazione che appassisce e muore più rapidamente di qualsiasi altra erba allude alla vita dell’uomo che termina il suo corso per lasciare il posto a un’altra creatura. La vita umana per la sua fragilità è anche vista come la tela di un ragno. Anche se fosse una casa solida e duratura, essa inevitabilmente crollerebbe. La vita è come una pianta sana e bella che va crescendo, le cui radici si estendono nel terreno, ma che improvvisamente viene distrutta e scompare. L’apostolo Giacomo nella sua epistola domanda: “Che cos’è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce” (Giacomo 4: 14). Qui sono messe in evidenza l’incertezza e la brevità della vita, per poi mettere in risalto la necessità e l’importanza di attendere fedelmente la venuta di Cristo Gesù: La promessa ai discepoli di preparare “un luogo” spirituale ed eterno nel regno di Dio “… affinché dove sono io, siate anche voi” (Giovanni 14:3). L’apostolo Giovanni si esprimeva in modo efficace, sotto la guida dell’inequivocabile saggezza divina, difatti scrisse: “Il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (I Giovanni 2: 17).