Sane Convizioni

Sane Convizioni

Ecco, egli mi passa vicino, e io non lo vedo; mi scivola accanto e non me n’accorgo

[GIOBBE 9:11]

Giobbe replica al primo discorso di Elifaz di Teman con una seconda argomentazione, mostrando piena fiducia nel Dio che compie cose grandi, meravigliose e imperscrutabili. Le sue parole scaturiscono da un cuore e un corpo feriti, ma sono mosse da sincerità e desiderio di riscatto. Giobbe vuole dimenticare la sua tristezza, togliersi di dosso l’aria afflitta e rasserenarsi; perché è consapevole del fatto che non ha nulla da temere dal Signore, il giusto Giudice.Sente di non meritare tanta sofferenza e ne è profondamente convinto, {in nell’intimo del suo cuore. Per non affaticarsi invano, rimette la propria sorte nel Signore. Comprende che i campioni di superbia si chinano dinanzi al Signore, al Quale nessuno può domandare: “Che fai?”. Nessun uomo può discutere con Dio e trovare parole adatte per discolparsi; ciascuno di noi è un peccatore, uno solo è giusto: il Signore. “Mi scivola accanto e non me ne accorgo”. Dio ci dia grazia di realizzarLo personalmente nelle esperienze della vita, riguardando a Lui con gli occhi della fede. Ci dia grazia, per mezzo della virtù e della guida dello Spirito Santo, di vedere distintamente Dio all’opera in noi, di sentire forte la Sua presenza e realizzare la Sua opera di salvezza, santificazione e benedizione. Ci dia grazia di scorgerLo nell’azione si«lenziosa e nascosta che si svolge all’interno delle comunità dei santi rigenerati dallo Spirito Santo, la “Chiesa di Dio”, sparsa in ogni angolo del mondo.