Su quel colle fatal

Su quel colle fatal

Su quel colle fatalL’inno “Su quel colle fatal” è stato scritto da George Bennard, nato a Youngstown, Ohio nel 1873, ma cresciuto in Iowa, dove accettò Gesù Cristo come suo personale Salvatore in una riunione di risveglio promossa dall’Esercito della Salvezza.

George aveva il desiderio di diventare evangelista ma, a seguito della morte del padre minatore, fu obbligato, a soli sedici anni, ad andare a lavorare per sostenere la madre e le sorelle. Alcuni anni più tardi, dopo essersi sposato ed essersi trasferito a Chicago, iniziò il suo “lavoro” come evangelista presso l’Esercito della Salvezza. Successivamente si impegnò come evangelista nella chiesa metodista e viaggiò attraverso gli stati del Nord per svolgere il suo ministero.

George Bennard scrisse diversi canti, ma il più importante e conosciuto è “Su quel colle Fatal”, scritto nel 1912 a Albion, Michigan, dove viveva in un appartamento che considerava la sua base di partenza durante il suo lavoro evangelistico. Nel mese di dicembre del 1912, l’evangelista si trovò in un momento di difficoltà personale che lo spinse a riflettere sulla sofferenza di Cristo sulla croce. Mentre studiava il verso di Filippesi 3:10 “Che io possa conoscere Lui, la potenza della Sua resurrezione, e la comunione delle Sue sofferenze, essendo reso conforme fino alla Sua morte”, compose l’inno che oggi noi cantiamo. Egli scrisse, parola dopo parola, le sue riflessioni sulla croce, sulla sofferenza di Cristo e poi le adattò alla melodia.

Lo stesso reverendo Bennard descrisse così l’evento: “Pregavo per una piena comprensione della croce e del suo piano nel cristianesimo. Lessi, studiai e pregai. Poi vidi Cristo e la Croce in modo tra loro inseparabile. Il Cristo della Croce è diventato più di un simbolo, era come vedere Giovanni 3:16 (“Dio infatti ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”), lasciare la pagina stampata, prendere forma e agire sul significato della redenzione. Durante la visione di questa scena con gli occhi della mente, è nato dentro di me il tema del cantico e, con esso, anche la melodia”.

Anche Hannah Bennard, moglie di George, descrisse l’evento: “Mio marito iniziò a scrivere questo inno nel 1912, e lo scrisse nel giro di un anno. In quel periodo egli attraversò una ‘prova di vita’ molto grave che gli diede l’ispirazione per scriverlo. Ha raccontato la storia in ogni stato dell’Unione, ad eccezione di due, Utah e Louisiana”.

Ecco di seguito il testo nella versione originale dell’inno di Bennard. Vogliamo leggere e condividere le parole di questo scrittore, che con semplici parole, ci mostra la sofferenza di Cristo sulla croce e ci mostra l’efficacia di quel gesto d’amore per noi, che attraverso la croce possiamo gustare il perdono dei nostri peccati.

Vecchia rozza Croce

Su una collina lontana sorgeva una vecchia rozza croce
Emblema di sofferenza e vergogna
Amo quella vecchia croce dove il più Diletto e Migliore
Per un mondo di perduti peccatori fu ucciso.

Coro: Perciò accarezzo la vecchia rozza croce
Fino a stendervi finalmente tutti i miei trofei
Li inchioderò alla vecchia rozza croce
Per scambiarli un giorno con una corona.

Oh, quella vecchia rozza croce, così disprezzata dal mondo
Ha un’attrazione meravigliosa su me
Perché il caro Agnello di Dio ha lasciato lì la sua gloria
Per sopportare il buio Calvario.

Coro: Perciò accarezzo la vecchia rozza croce …

Nella vecchia rozza croce, macchiata di sangue così divino
Una meravigliosa bellezza vedo
Perché fu su quella vecchia croce che Gesù soffrì
e morì Per perdonare e santificare me.

Coro: Perciò accarezzo la vecchia rozza croce …

Alla vecchia rozza croce sarò sempre fedele
Sopportandone vergogna e vituperio volentieri
Finché mi chiamerà un giorno alla mia casa lontana
Dove la Sua gloria per sempre condividerò.