Il Comandamento di amare

Il Comandamento di amare

“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi”
[ Giovanni 15: 12]

Notiamo come Gesù parli della grazia dell’amore fraterno e lo faccia in modo perentorio, imperativo: è un comandamento, un ordine. Non potrebbe essere altrimenti per i discepoli del Maestro, la legge antica lo richiedeva, Gesù lo ribadisce. Egli vuole farci sapere che non potremo mai avere un concezione troppo alta dell’amore, non sarà mai possibile stimarlo eccessivamente o affaticarci troppo per praticarlo. Le verità su cui il Signore torna, perché ritiene necessario rafforzarle, devono essere indubbiamente di importanza primaria.

Gesù ci ordina di amarci gli uni gli altri. Si tratta di un dovere concreto che dobbiamo mettere in pratica. Non abbiamo alcun diritto di trascurarlo, come di sottovalutare i dieci comandamenti dati sul monte Sinai.

Gesù ci chiede di amarci seguendo il Suo esempio e di farlo nella stessa misura e con la stessa intensità con cui Egli ha amato noi. Non dobbiamo accontentarci di un misura inferiore. Il discepolo più debole, più umile o imperfetto non deve essere disprezzato. Tutti devono essere amati di un amore autentico, altruista, pronto al sacrificio. Chi “non può” farlo o non intende cercare di attuarlo disubbidisce al comando del suo Maestro.

Un precetto come questo dovrebbe indurci a esaminare il nostro cuore.

Easso condanna duramente lo spirito egoistico, maligno e geloso di molti che si professano cristiani, Concezioni sane della dottrina biblica e abilità nelle discussioni teologiche non ci serviranno a nulla, quando saremo davanti a Dio per essere giudicati. Ogni parola pronunciata per il solo senso del dovere e ogni opera compiuta senza amore risulterà vana. I membri di chiesa più rispettabili, come dice l’apostolo Paolo, non saranno più di “…un rame risonante o uno squillante cembalo” (1 Corinzi 13: 1). Dove non c’è amore non c’è grazia! Beati coloro che non dimenticano il comandamento di Cristo.

Essi avranno il diritto all’albero dell vita ed entreranno nella città celeste. Il credente che non ama non è adatto al cielo!