Gesù ti ama

Gesù ti ama

hands-1179560_1920 (1)“Gesù, guardatolo, l’amò e gli disse: “Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”

(Marco 10:21)

 

Dio è amore! Nel racconto evangelico di oggi traspare chiaramente questa bellissima realtà, che incoraggia profondamente la nostra vita: si presenta a Gesù un giovane ricco che Gli mostra tutta la sua devozione, inginocchiandosi e chiamandolo “Maestro buono”, inoltre egli sembra interessato alla vita eterna e per questo chiede a Gesù cosa fare per averla. Prima di rispondere, Gesù lo guarda e lo ama. Attraverso questo testo vedremo alcune importanti verità sull’amore di Dio nei confronti dell’uomo.

  1. Dio ci ama incondizionatamente;

Gesù guarda il giovane ricco con amore, eppure egli non era il “prototipo” di una persona amabile: Gesù stava fissando un giovane egoista che, come tanti ricchi, e non solo, pensava esclusivamente a se stesso; prova ne è il fatto che all’invito del Signore di vendere tutti i suoi beni, si rattrista e fa dietro front. Questo comportamento ci dimostra che non era interessato ai bisogni dei poveri, che avrebbero beneficiato del ricavato della vendita.

L’egoismo fa parte della natura umana, corrotta dal peccato, e tutti, chi più e chi meno, tendiamo a pensare principalmente a noi stessi. Gesù stava fissando un giovane materialista, che non riusciva a rinunciare a ciò che possedeva, per guadagnare qualcosa di più prezioso: la vita eterna. L’uomo oggi è sempre più traviato dall’amore per il denaro e dalla corsa a ciò che è materiale, che si tocca e che si può possedere, a scapito della propria vita spirituale. Per questo motivo ogni giorno, in nome del dio danaro si consumano soprusi, violenze, inganni, furti, omicidi, ecc.

Gesù stava incrociando lo sguardo di un uomo orgoglioso, che si presenta a Lui sicuro di ciò che aveva fatto: “Queste cose le ho fatte fin dalla mia giovinezza”. Come a voler dire al Signore:  maestro vai avanti, sulla religione io sono a posto e sulla mia condotta non c’è nulla da dire. Quante persone, davanti al Signore, si comportano nella stessa maniera: si sentono a posto, senza badare che la Bibbia dice che “tutti hanno peccato…” (Romani 3:23) e ancora “il giusto cade sette volte al giorno …”(Proverbi 24:16).

Eppure, davanti a quest’uomo così poco amabile, Gesù mostra un amore incondizionato! L’amore, che lo sguardo di Gesù trasmetteva, non dipendeva da chi fosse quel giovane, né da quello che aveva fatto fino a quel momento e neanche da ciò che avrebbe fatto in futuro. L’amore di Dio “funziona” così: Egli ci ama e basta! Forse nel nostro cuore ci sono orgoglio, egoismo, materialismo, rancore, invidia e altre cose simili, ma ancora oggi Gesù ci ama!

A volte facciamo l’errore di guardare all’amore di Dio come all’amore umano: noi uomini, infatti,  amiamo coloro che ci amano, e smettiamo di amare coloro che ci fanno un piccolo torto; amiamo coloro che si comportano bene con noi, che condividono le nostre idee, a scapito di coloro che ci disprezzano. Pensiamo così che Dio non possa amarci, ma la Bibbia ci testimonia che Gesù ci ama come siamo e indipendentemente da cosa stiamo facendo o pensando. Nei Vangeli leggiamo che Gesù amò i suoi fino alla fine (Giovanni 13:1), eppure sapeva che lo avrebbero lasciato, che Pietro lo avrebbe rinnegato imprecando e che Tommaso non avrebbe creduto alla Sua resurrezione, se non dopo aver toccato con le mani i segni dei chiodi.

  1. L’amore di Dio non ci salva automaticamente;

Questa seconda verità riveste grande importanza: molti credono, erroneamente, che l’amore incondizionato di Dio abbia come risultato la salvezza automatica per ogni persona. Secondo alcuni, un giorno ci sarà una sorta di grande “sanatoria” che aprirà le porte del paradiso a tutti gli uomini indistintamente. La storia del giovane ricco ci insegna, insieme ad altri racconti della Bibbia, che l’amore divino ci mette in condizione di ricevere la vita eterna. Purtroppo questo giovane, almeno in questa occasione, non “afferra” questa grazia, ma se ne va triste.

  1. È necessario rispondere all’amore di Dio.

La terza verità che il testo ci mette di “fronte” è la necessità di rispondere all’amore di Dio per ottenere la vita eterna; in Giovanni 3:16 leggiamo: Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. È chiaro che l’amore di Dio, che ha dato Suo figlio per morire sulla croce, è il fatto più importante descritto da questo verso, ma il testo ci mostra anche che l’uomo deve rispondere all’amore divino con la fede.

Gesù chiede al giovane di “rispondere” al Suo amore: “Vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”.

È evidente che Gesù non voleva criminalizzare la ricchezza, nessuno di noi, infatti, quando ha creduto ha messo in vendita la casa o la macchina, ma la frase del Signore “cela” un principio molto importante: per rispondere all’amore di Dio è necessario “spogliarsi” ogni giorno di ciò che ci lega, e che ci impedisce di fare la volontà di Dio e di ereditare la vita eterna. Nel caso del ricco, ciò equivaleva ai suoi beni, nel nostro caso può essere un’abitudine, un peccato, uno stile di vita, una passione, una falsa religiosità o i nostri desideri che contrastano con la volontà di Dio.

L’invito è quello di vendere tutto per darne il ricavato ai poveri, in altre parole non doveva rimanere niente, i beni piuttosto che i soldi. I possedimenti erano sicuramente più appariscenti di una sacca di soldi, ma Gesù non voleva rimanesse nulla, forse per togliere al ricco la tentazione di ricomporre in futuro il proprio patrimonio. Questa è una grande lezione per noi: rispondere alla chiamata di Dio significa cambiare vita e lasciare le cose che il Signore ci indica, siano esse “grandi” o “piccole”.

Rispondere all’amore di Cristo significa “seguirlo”: “Poi vieni e seguimi”, questo “poi” è pieno di significato, infatti seguire Gesù senza avere lasciato certe cose è difficile e può rivelarsi un vero e proprio fallimento. Molti hanno provato a seguire Cristo continuando a vivere la vita di prima, senza rinunciare a ciò che il Signore aveva loro indicato, ma hanno desistito. Seguire il Signore significa fare il suo stesso percorso, osservare i suoi comandamenti, amare come Lui ha amato noi (Giovanni 15:12).

Nessuno di noi ha visto coi propri occhi lo sguardo di Cristo, ma abbiamo “contemplato” il Suo amore nel gesto unico di dare la Sua vita per noi sulla croce: “Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici” (Giovanni 15:13). Davanti a questo amore incondizionato, non essere passivo, ma rispondi con l’impegno quotidiano di “rimuovere” ciò che intralcia il tuo cammino con Gesù, ciò che ti impedisce di afferrare il dono della vita eterna, sapendo che ogni giorno potrai contare su un Dio che ti ama cosi come sei!

A Lui diamo lode e gloria!

Luciano Di Marco