La potenza del paracleto

La potenza del paracleto

“Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio ”
[GIOVANNI 16:8]

 

Che lo Spirito Santo fosse già all’opera nei profeti e in tutti i credenti, sotto la dispensazione dell’Antico Testamento è verità innegabile, e che la prossima Sua venuta, quale è qui annunziata da Cristo, non è messa minimamente in questione. Questa “nuova venuta” doveva avverarsi con pienezza e potenza fino a quell’ora sconosciute, affinché egli potesse divenire “il difensore degli apostoli contro al mondo” ( F.B. Meyer) e, come tale, combattere i loro avversari, istruire il processo di un mondo persecutore, condurlo dinanzi al giudice e farlo condannare per il suo peccato. In questo e nei seguenti versetti troviamo descritta la vittoria morale che lo Spirito Santo doveva riportare sul mondo, mediante la strumentalità degli apostoli La predicazione di Pietro alla Pentecoste, con i risultati che seguirono, ci offre il miglior commento di questa promessa. “Il mondo”, sul quale il Paracleto doveva agire, non sono soltanto le nazioni pagane, ma prima di tutto l’incredula nazione giudaica, poi l’umanità in genere estranea all’influenza dell’Evangelo, la quale non ha da per sé una nozione esatta di quel che sia peccato o giustizia, o giudizio, ma può tuttora venir salvata. L’azione dello Spirito Santo sopra quel mondo ci viene descritta dal verbo che significa al tempo Stesso convincere e condannare, e questi due sensi devono evidentemente venirgli dati qui: egli convincerà a salvezza quelli che vogliono lasciar si salvare, e condannerà i ribelli e impenitenti. Da ciò risulta che la convinzione del mondo non significa necessariamente la sua conversione. Importa tenere in mente che l’ordine delle operazioni dello Spirito Santo nella chiamata di ogni peccatore è precisamente quello che il Signore delinea in questo passo. Il cuore e la coscienza sono prima di tutto convinti di peccato e di condanna, quindi la mente viene illuminata, mediante la rivelazione di Gesù quale giustizia di Dio, e finalmente la volontà è rinnovata, il mondo è giudicato, come “giacente nel maligno”, l’uomo è persuaso e reso capace di abbracciare quel Gesù, che gli viene liberamente offerto nell’Evangelo.