Una concezione di Dio

Una concezione di Dio

Chi non sa,fra tutte queste creature, che la mano del SIGNORE ha fatto ogni cosa, che egli tiene in mano l’anima di tutto quel che vive, e lo spirito di ogni carne umana?

[GIOBBE 12:9. 10]

Quesca replica di Giobbe sintetizza il rifiuto più risoluto di ammettere la logica cui s’ispirano gli argomenti addotti dai suoi amici. Egli s’indirizza ironicamente ai suoi interlocutori proclamando la loro saggezza per poi riaffermare la sua fede incrollabile e le sue più solide convinzioni concernenti il Signore. Riconosce che tutto quel che vive e sostenuto da Dio e, dunque tanto più lo e l’uomo che rappresenta la massima espressione della Sua creazione. Questa concezione di Dio ci appare maestosa. È sottolineato a più riprese che nulla sfugge al Suo divino controllo.Il testo ha una tale carica espressiva da suscitare nell’animo umano un senso di meraviglia: trapela la debolezza. ma anche la consapevolezza di una fiducia e di una certezza che non possono essere smosse.Per gli increduli e i superficiali, per gli indifferenti e i malvagi questo pensiero crea soltanto sgomento e terrore; ma in credenti come Giobbe, anche nelle peggiori sventure, mette al riparo da una ribellione rancorosa e, in seguito, genera consolazione e fiducia nell’attesa del Suo sicuro intervento.Quando giungeremo a conoscere ancor meglio Dio, cosi come ci viene rivelato nel Suo divino Figlio, non ci angustieremo chiedendo in che modo potrà agire nei nostri confronti, ma riposeremo fiduciosi, consci di ciò che Egli è per ciascuno di noi!