Fedeltà e Certezza

Fedeltà e Certezza

Se l’uomo muore, può egli tornare in vita? Aspetterei fiducioso tutti i giorni della mia sofferenza, finchè cambiasse la mia condizione.
[GIOBBE 14:14]

L’uomo è pronto a riconoscere l’esistenza di Dio, ringraziarLo, onorarLo e darGli la giusta priorità nella vita soltanto quando tutto procede a gonfie vele. Questo passo della Scrittura parla chiaramente della fedeltà e della risolutezza di Giobbe: egli dichiara esplicitamente ai suoi interlocutori ciò che prova nel suo cuore per l’Iddio Onnipotente, affermando che, anche se il nemico lo spingesse all’orlo della fossa o lo umiliasse fino allo spasimo, fino a distruggerlo fisicamente, rimarrebbe comunque salda in lui la certezza di una vita notevolmente migliore. L’uomo di Dio dichiara la propria disponibilità nel servire il Signore proprio nel momento dell’afflizione e accetta ogni cosa pur di giungere alla meta. Esalta l’opera e il significato della sorgente meravigliosa dello Spirito Santo! Una sorgente che costituisce la fonte di vita per ogni figlio di Dio, la sola capace di dare forza a chi è stanco e rinvigorire l’anima che crede. Quest’umile credente cerca ancora di indicare ai suoi amici la ricchezza che possiede e, inoltre, li esorta a riflettere sulla loro posizione al cospetto di Colui al Quale nulla è nascosto, accettando la Sua suprema volontà, in particolar modo nei momenti avversi. Tutto coopera al bene di chilo teme, Egli ha sempre risorse in serbo per chilo desidera. La fedeltà del credente si misura quando egli si confronta con il mondo e le realtà che lo circondano senza venirne sopraffatto. Voglia il Signore donare al Suo popolo sempre più forza, affinchè rimanga saldo nella santa verità che non è stata, ne’ potrà mai essere offuscata da concetti umani. Questa forza sarà un sostegno valido per costruire sulle basi gettate dal sapiente Architetto, lasciando inalterato il valore spirituale di tutto l’ Evangelo del quale ci è stato fatto dono.