Medici da nulla

Medici da nulla

Non io; la tua bocca ti condanna; le tue labbra stese depongono contro di te [GIOBBE 15:6]

L’uomo ha spesso individuato una stretta relazione tra la sofferenza e il peccato. Indubbiamente, la relazione esiste ed è confermata dalla Parola di Dio (cfr. Genesi 4:11, 12), ma il principio non è sempre applicabile pedestremente (cfr. Giovanni 9:3). In questo caso, l’amico di Giobbe si dimostra abbastanza sagace nel porre l’accento su quanto sia impraticabile una purezza e una giustizia umana al cospetto di Dio. Nella crudezza della sua analisi non riesce, però, a dare il minimo conforto allo sventurato. Sappiamo che Giobbe fu provato secondo un piano divino finalizzato all’innalzamento della gloria di Dio, ma che servì anche a temprare il “perseguitato”: questo è, infatti, il significato del nome Giobbe. A quei tempi, la convinzione che la sofferenza dipendesse esclusivamente dall’intervento divino, volto a punire i peccatori, era largamente diffusa. Alla luce dell’Evangelo, questa relazione non può essere applicata a tutti casi: Gesù ci ha insegnato : Operate una distinzione secondo le circostanze. Nell’episodio del cieco nato censurò la convinzione superstiziosa dei discepoli, al paralitico di Betesda disse di non peccare più. Coloro che erano periti per il crollo della torre di Siloe e i galilei che erano Stati massacrati per ordine di Pia lato non furono reputati peggiori di tutti gli altri. In qualità di cristiani non dobbiamo pensare che le calamità che colpiscono il genere umano siano vendette divine. Quanto alla sofferenza, alla prova e alla malattia che possono colpire il popolo di Dio, non vi è ragione per ritenersi esenti… Cristo soffri secondo il piano di Dio e noi tutti dobbiamo passare per il crogiolo per essere affinati secondo il suo proponimento. Lo Spirito Santo ci guidi e allumini per non puntare mai il dito verso chi è provato e dimostrarci, come gli amici di Giobbe, dei “medici da nulla” (cfr. Giobbe 13:4). Lasciamoci ammaestrare dalla Scrittura e, ricolmi di amore fraterno, crediamo fermamente che tutte le cose cooperino al bene di quanti amano il Signore.