Sofferenza Benefica

Sofferenza Benefica

“… In quell’istante la sua bocca fu aperta e la sua lingua sciolta …”

[LUCA 1:56-66]

Nella condotta dei vicini e dei parenti di Elisabetta ritroviamo una dimostrazione di gentilezza alla quale dovremmo ispirarci (v. 58). La partecipazione alle gioie e ai dolori altrui costa poco, tuttavia rappresenta una grazia estremamente importante. Al pari dell’olio sugli ingranaggi, essa ha una grande influenza sul benessere e sul buon funzionamento.to dell’intera società. Al cuore che è riscaldato da buone notizie o raggelato dall’afflizione la condivisione spesso è più preziosa dell’oro (Romani 12:15). Il nostro Signore fu pronto a partecipare a un matrimonio e a piangere davanti a una tomba (Giovanni 2:1-1 1; 11:1-46). Prendiamo esempio da Lui! Quanto fu benefica l’afflizione per Zaccaria! Egli si oppose ai desideri dei parenti e si attenne al nome ordinato dall’angelo Gabriele (vv. 62, 63). Zaccaria credette e fu deciso a ubbidire a ogni parola di quel messaggio. Il dolore può avere una funzione benefica, esattamente come nel caso di Zaccaria. D’altronde, non possiamo sfuggire all’afflizione in un mondo rovinato dal peccato. Nel momento del dolore, preghiamo affinché possiamo assimilare la lezione della verga, e non induriamo il cuore avversando i propositi di Dio. La sofferenza che ci umilia e ci avvicina a Dio è una benedizione ed un guadagno. Nessun caso è disperato quanto quello dell’individuo che, nel momento delle difficoltà, volge le spalle al proprio Signore (II Cronache 28:22). La mano di Dio fu con Giovanni il battista (v. 66). Questa è la benedizione che dovremmo desiderare per i nostri figli, l’unica che non può andare perduta. Ma se vogliamo che i nostri figli sperimentino la mano del Signore nella loro vita, dobbiamo ricercarLo con ogni diligenza.