Mai più soli (Vincere la solitudine)

Mai più soli (Vincere la solitudine)

sunset-1342101_1920“Signore, io non ho nessuno …” (Giovanni 5:7)

 

Questo verso mette in evidenza uno dei problemi più grandi che affliggono l’uomo, la solitudine.

Il racconto narra di un momento di festa (Giovanni 5:1), tempo di incontri, di gioia, spensieratezza e condivisione. Andando avanti nella lettura impariamo a “conoscere” un uomo infermo che si trovava presso la porta delle pecore di Gerusalemme, ritrovo di tanti malati del tempo.

La sua “testimonianza” ci fa rabbrividire: egli infatti, interpellato da Gesù sulla volontà di guarire dalla sua malattia, risponde lapidario: “io non ho nessuno”. Scopriamo quindi che, oltre alla sua infermità, questo paralitico aveva un altro grave problema: si sentiva solo. Eppure la Bibbia ci attesta che insieme a lui, in quel luogo, c’erano molti altri malati (Giovanni 5:3). La cosa non ci sorprende più di tanto: molti di noi hanno provato la solitudine assistendo ad un concerto, facendo shopping in un grande centro commerciale, partecipando ad una grande festa, perfino mentre erano a letto con la propria moglie o il proprio marito …

Meditando attentamente questo passo scopriamo il perché di tutto ciò: l’uomo senza Dio è solo, perché soffre di una solitudine di tipo spirituale, data dall’assenza di un rapporto con il proprio Creatore. Quest’uomo rappresenta, quindi, ognuno di noi che, prima di avere incontrato  e accettato Gesù nella propria vita, ha dovuto fare tante volte questa triste ammissione: “io non ho nessuno”. Gesù non guarisce immediatamente il paralitico, ma preferisce prima avvicinarsi per parlare con lui, per ascoltarlo, e per poi completare il tutto con una guarigione completa.

Gesù si accosta a quest’uomo: Dio sia lodato perché Gesù si è avvicinato a noi mentre eravamo “imprigionati” nella nostra solitudine, circondati da delusione, risentimento, peccato e rassegnazione, dandoci la “compagnia” di cui avevamo bisogno, la Sua! La presenza del Signore è la cosa più importante che possiamo avere, Gesù non ci ha promesso che saremo sempre circondati da persone pronte ad aiutarci, a comprenderci a spronarci, ma piuttosto di starci vicino tutti i giorni della nostra vita (Matteo 28:20). Sicuramente passeremo dei momenti nei quali, dal punto di vista umano, ci troveremo soli: viaggiando sulla nostra auto, in un letto di ospedale o ad affrontare un esame delicato, ma Gesù sarà li ad offrirci la Sua compagnia.

Gesù istaurò un rapporto con quell’uomo: la solitudine si vince con un rapporto quotidiano col Signore. Notiamo che questo rapporto ha un doppio binario, si ascolta e si viene ascoltati, per primo fu Gesù a parlare al paralitico: “vuoi guarire?”. Un modo strano di approcciarsi ad un infermo, diremmo noi, ma fu proprio quella domanda che permise al paralitico di “vuotare il sacco”, alleggerendosi di un peso che si portava dietro da anni. Ascoltare la Parola di Dio è la cosa più importante che l’uomo possa fare, perché Dio solo sa “toccare” le corde giuste, sa di cosa abbiamo bisogno, conosce i pesi del nostro cuore, e gli affanni della nostra vita.

Di li a poco è proprio il paralitico che prende la parola (ecco il secondo binario) e racconta a Gesù la sua “odissea”, i suoi trentotto anni, fatti di insoddisfazione di impotenza e di dolore. Avere un rapporto con Dio significa poter parlare con Lui, raccontargli a cuore aperto le cose che ci fanno soffrire, i timori, le paure e i desideri del nostro cuore, perfino quello che poteva essere e non è stato. Quell’uomo scopre di non essere solo perché Gesù era lì per parlargli e per ascoltare tutto ciò che aveva da dirgli.

Vediamo infine che Gesù aiuta il paralitico guarendolo anche dalla sua infermità: la compagnia di Gesù cambia lo stato dell’uomo; il paralitico viene spronato a continuare a cercare la guarigione, viene ascoltato, ma viene anche guarito. Gesù non vuole soltanto migliorare la nostra condizione, ma vuole cambiare totalmente la situazione di coloro che confidano in Lui.

Forse anche tu provi o hai provato la sensazione di questo paralitico, la solitudine è terribile, ma Gesù è venuto per riempire con la Sua presenza il vuoto che il peccato ha scavato nella vita di ogni uomo. Egli è proprio vicino a te e ti parla per mezzo di queste semplici parole che stai leggendo; ti puoi sentire solo in uno stadio, come in una chiesa, in quel momento racconta a Gesù quello che stai provando e scoprirai che Egli è pronto a fare un’opera grande nella tua vita.

Un cantico recita: “Mai più sarò solo, mai più, solo mai più, perché il  mio cuore ho aperto a  Gesù, così asciugo il pianto mio e non cedo più al timor! Mai più sarò solo, mai più, solo mai più”.

Fratello e amico apri anche tu il tuo cuore: Gesù aspetta anche te!

Luciano Di Marco