Missionario in casa

Missionario in casa

E gli per prima trovò suo fratello Simone egli disse: “Abbiamo trovato il Messia [che, tradotto, vuol dire Cristo] e lo condusse da Gesù” [GIOVANNI 1:41, 42]

Andrea, non appena diventa un discepolo, informa della propria scoperta suo fratello Pietro. Come chi inaspettatamente ha appena ricevuto buone notizie, si affretta a comunicarle alla persona a lui più vicina e cara. E proprio alla schietta testimonianza di Andrea, guidata da Dio, che Pietro deve il primo barlume di luce nella sua anima.
Questo racconto è per noi importante e istruttivo. Dei primi tre membri della chiesa cristiana, almeno uno fu portato a Gesù dalla testimonianza privata di un parente. Sembra che Pietro non avesse udito altre predicazioni pubbliche. Non assistette ad alcun miracolo potente. Non fu convinto da un formidabile ragionamento. Egli sentì semplicemente il fratello dirgli di aver trovato il Salvatore e subito [opera della grazia iniziò nel suo cuore. La semplice testimonianza di un fratello dal cuore infiammato fu il primo anello della catena mediante la quale Pietro fu tratto fuori dal mondo e legato a Cristo. Andrea disse semplicemente: “Abbiamo trovato il Messia”. Sarebbe utile per la chiesa se tutti i credenti assomigliassero di più ad Andrea! Quanto sarebbe buono, se tutti gli uomini e le donne che si sono convertiti a Cristo parlassero ad amici e parenti delle cose spirituali e raccontassero Chi hanno trovato! Quanto bene se ne trarrebbe! Quanti di coloro che ora vivono e muoiono nell’incredulità sarebbero condotti a Cristo! L opera di testimonianza dell’Evangelo non dovrebbe essere lasciata soltanto ai ministri di culto. Quanti hanno ricevuto misericordia, dovrebbero usare la voce per dichiarare quello che Dio ha fatto per la loro anima. Migliaia di persone che non ascolterebbero mai un sermone, porgeranno invece orecchio alla parola di un amico. Ogni credente dovrebbe essere un missionario nella propria casa o tra colleghi, vicini e amici.