La fermezza di fede

La fermezza di fede

Aprono larga contro di me la bocca, mi percuotono per oltraggio le guance, si metta, tutti insieme a darmi addosso [Giobbe 16:10]

Come cristiani dobbiamo trarre insegnamento dalle sofferenze che attraversiamo nel corso della vita, per essere pazienti in tutto ciò che potrà accaderci, poiché il nostro avversario, come un instancabile leone ruggente, approfitterà di ogni attimo di debolezza per sopraffarci. La storia biblica mostra come Giobbe, nonostante stesse attraversando un periodo di dolore e sofferenze, non peccò. Soffriva nell’anima e ne corpo; tuttavia, continuava a cercare il Signore. Dalla pazienza di Giobbe e dalla benedizione ricevuta alla fine della sua vita possiamo ricavare lezioni davvero importanti per il cammino cristiano. Metaforicamente, Stiamo attraversando un deserto senza fonti d’acqua e dobbiamo imparare a sopportare la fame, la sete, il freddo, l’infermità, le persecuzioni, ecc. E se la debolezza sta per avere il sopravvento, ricordiamoci delle sofferenze di Giobbe e che la fedeltà, alla fine, sarà premiata.
Nel brano in esame leggiamo di un cuore in distretta, parole di un uomo afflitto, che ha perso tutto ed è stato abbandonato da tutti, perfino dalla moglie. Disprezzato dagli amici che lo invitavano a rinnegare il Signore. La sua riverenza verso Dio, però, fu la stessa sia nella ricchezza sia nella povertà, sia nella salute sia nella malattia.
Fondamentali per il cristiano appaiono le parole degli ultimi versetti: “Gli amici mi deridono; ma a Dio si volgono piangenti gli occhi miei; sostenga egli le ragioni dell’uomo presso Dio, le ragioni del Figlio d’uomo contro i suoi compagni! ” (vv. 20, 21). Perciò nelle gioie come nei dolori, non rinunciamo al timore di Dio, rimaniamo fermi in Lui, con la fiducia che Egli non ci abbandonerà mai!