Alti e Bassi

Alti e Bassi

Dov’è dunque la mia speranza? Questa speranza mia chi la può scorgere?

[Giobbe 17:15]

La luminosa dichiarazione di Giobbe espressa ai versetto diciannove del capitolo precedente “… il mio Testimone è nel cielo, mio Garante è nei luoghi altissimi”, viene presto velata dalle nubi oscure delle nuove difficoltà che incombono su lui in modo sempre più penoso. Esprime nuovamente il desiderio di morire, non tanto per annientare sé stesso, o cessare così di esistere, ma per trovarsi finalmente faccia a faccia con il suo “Testimone” e con il suo “Garante”. Perseguitato moralmente dai suoi cosiddetti amici, consumato dalle infermità, solo e abbandonato, qual è dunque la sua ultima speranza? Questo libro antico non rivela in assoluto quale sia la soluzione al mistero della sofferenza, ma ci parla del ministerio del conforto che scaturisce dalla fede in Dio. Quella fede che, come un filo invisibile, lega il credente al suo Creatore e Redentore. Giobbe attende il “soggiorno dei morti”, un luogo, cioè, dove potrà comprendere i tanti perché che si affollano nella sua povera mente. Egli grida a Dio, invocando a propria difesa il Signore che è Testimone e Garante della sua integrità e che, in ultima analisi, è la sua unica speranza! Contrapponendo la sua anima avvilita alla realtà delle proprie esperienze Giobbe, anche senza spiegazioni, si attende riposo nell’lddio nel quale ha posto tutta la propria fiducia e speranza. In chi hai riposto la tua speranza?