Come Un Pendolo

Come Un Pendolo

Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere [Giobbe 19:25]
La risposta di Giobbe a Bildad appare più sintetica delle precedenti e, sebbene inizialmente sia piena di delusione, a line brilla per la speranza che vi traspare. Questo alternarsi di tenebre e luce, sconforto e speranza, delusione e fiducia, è un po’ inquietante. Tuttavia, non sono forse, per la maggior parte delle volte, le nostre emozioni e le nostre stesse reazioni come un pendolo che scandisce i secondi e oscilla da un estremo all’altro? Quello che Bildad aveva detto dei malvagi era valido anche per Giobbe. Anch’egli era stato abbandonato da tutti: familiari, amici, servi, perfino dalla moglie; tuttavia, in questo caso il patriarca era certo che Dio lo aveva permesso, lo aveva avvolto nella sua rete (v. 6), gli aveva sbarrato la via (v. 8), lo aveva spogliato della sua gloria (v. 9). Poteva, però, affermare: “Ma io so che il mio Redentore vive …”, e alla fine poteva vederlo: “Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi …” (v. 27). Tutto e tutti si sono voltati contro di me ora, ma sono certo che Dio sarà a me favorevole. Questo è il segreto della forza di Giobbe nell’ora più oscura della sua esistenza. Sa con sicurezza che il suo Redentore, Chi gli farà giustizia, vive, e un giorno Lo potrà incontrare e soltanto allora sarà capace di comprendere ogni cosa pienamente. La certezza che il Redentore personale vive sostiene la fede di ogni credente. Le difficoltà non mancano, ma Gesù è il nostro personale Salvatore,
Redentore e Signore. Non temiamo! attendiamo con gioia il giorno in cui Lo incontreremo!