Deboli Congetture

Deboli Congetture

Tale la parte che Dio risparmia all’empio, tale I‘eredità che Dio gli destina [Giobbe 20:29]

Zofar risponde immediatamente, quasi con un moto di stizza, alle parole usate da Giobbe a propria difesa               nell’ intervento precedente. Spesso accade che ci facciamo facilmente prendere la mano da impulsi di risentimento, ci offendiamo perché altri non accettano i nostri principi che riteniamo assolutamente corretti. È facile parlare di sofferenza senza averla mai sperimentata. Altra cosa è averla affrontata: aiuta a pesare le parole e a dosare con estrema attenzione ogni altra reazione. Zofar dimentica che sta toccando soltanto un aspetto del problema della sofferenza: quella che ricade sui malvagi; ma non si rende conto che, talvolta, le stesse sofferenze si riversano anche su persone fedeli a Dio. Certamente, occorre considerare come il Signore condanni l’empietà: l’ingiustizia e come le conseguenze del peccato siano sempre letali per l’individuo e per le nazioni. Questa riflessione dovrebbe essere un richiamo ai malvagi, ma sappiamo che la sofferenza colpisce anche i credenti: “… tutta la creazione geme ed è in travaglio; non soltanto essa, ma anche noi che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando, l‘adozione, la redenzione del nostro corpo” (Romani 8:22, 23), così affermava l’apostolo Paolo ispirato dallo Spirito Santo. Allora per i fedeli a Dio c a Cristo la sofferenza acquista un valore diverso. Il Signore la permette per disciplinanti. La correzione permessa da Dio è indispensabile per farci desiderare l’adozione e la piena redenzione del nostro corpo. Certamente il Signore guarisce e libera, ma lo fa unicamente se rientra nel piano per il bene supremo dell’anima nostra: la salvezza eterna. Accettiamo ogni cosa dalla mano di Dio, è per il nostro bene supremo.