Conclusioni Fuorvianti

Conclusioni Fuorvianti

Perché dunque mi offrite consolazioni vane? Delle vostre risposte altro non resta che falsità [GIOBBE 21:34]

Nella fine del secondo ciclo di discorsi Giobbe replica ai tre suoi “amici”. Essi hanno tentato di confortarlo ma le loro risposte sono state fuorvianti e del tutto inconcludenti. Le insinuazioni sulla condotta di Giobbe erano del tutto infondate: le loro stesse argomentazioni non erano condivisibili, poiché spesso anche i malvagi prosperano senza impedimenti palesi (cfr. Salmo 73). Naturalmente anche le risposte di Giobbe non erano del tutto obiettive e, del resto tutto ciò che è umano sembra parziale e limitato. Se gli argomenti addotti dagli amici non gli erano stati di conforto, d’altra parte neppure le sue risposte apparivano convincenti. Ci troviamo di fronte a due diverse forme di stortura. La prima consiste nel continuare a condannare gli altri sulla base di ciò che supponiamo di sapere, mentre non dovremmo avere la presunzione di conoscere appieno l’animo umano, anche perché non riusciamo neppure a conoscere appieno noi Stessi. La seconda condotta censurabile consiste nel tentativo di rispondere alle false accuse degli altri con la nostra logica, senza considerare che spesso questa si rivela poco obiettiva e parziale, almeno quanto quella dei nostri accusatori.
ln circostanze difficili è più saggio tacere nella consapevolezza che quanto non ci appare chiaro è, in realtà, conosciuto pienamente da Dio. Non occorre, quindi, che attendere il Suo intervento glorioso!