Essere come alberi

Essere come alberi

Etree-402953_1920gli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà.

Salmi 1:3

Il primo salmo ci presenta due tipi di uomini, che vivono due condizioni diverse: l’uomo che fa la volontà di Dio, e prospera, l’empio, che è destinato alla rovina. Il salmista usa delle metafore, tratte dal regno vegetale, che in modo semplice e diretto ci danno un grande insegnamento per la nostra vita spirituale. Qui analizzeremo la metafora dell’albero partendo dal basso, dalle radici, per poi giungere in alto, al frutto.

Egli sarà come un albero piantato: un albero, per poter sostenere il suo peso e rimanere ancorato al terreno, ha bisogno di radici profonde, che gli permetteranno di rimanere stabile e di non piegarsi quando arriverà il vento. Anche per il credente è necessario avere delle radici fondate sulla Parola di Dio, perché solo così la sua vita non sarà mai smossa. Questa parte fondamentale dell’albero serve anche per trarre il nutrimento dalla terra: la nostra vita spirituale deve essere nutrita della Parola giorno per giorno.

… vicino a ruscelli: l’acqua è una componente fondamentale nella sopravvivenza delle piante, perché senza di essa si seccano e muoiono; anche la vita del credente ha bisogno dell’acqua, figura dello Spirito Santo (cfr. Giovanni 7:38-39). Le piante hanno bisogno continuamente di acqua, non solo per un momento, ma per tutta la propria vita! Allo stesso modo noi siamo chiamati a ricercare il battesimo, se non lo abbiamo ancora ricevuto, e la pienezza nello Spirito Santo, ogni momento della nostra esistenza, non accontentandoci della salvezza o di un primo parlare in lingue, che non viene poi non coltivato, perché lo Spirito di Dio è necessario per la nostra vita.

Le piante prendono il nutrimento dalla terra, hanno bisogno dell’apporto dell’acqua, ma anche della luce. Alcuni fiori, come i girasoli, si girano sempre verso il Sole, come volessero seguirlo nel suo percorso nel cielo, dall’alba al tramonto: anche noi dobbiamo rivolger lo sguardo verso Gesù, il nostro salvatore e redentore, colui che illumina e riscalda la nostra vita.

… il quale dà il suo frutto nella sua stagione: il pesco non darà il suo frutto durante l’inverno, né l’arancio il suo durante la primavera. È meraviglioso notare come l’ordine che Dio ha dato a ogni cosa sia perfetto! Il Signore ha un piano specifico per noi: se vogliamo vedere la Sua opera realizzata nella nostra vita (e attraverso di essa), dobbiamo aspettare il momento giusto, quello che Egli ha deciso per noi, perché sarà quello migliore, in cui il frutto sarà maturo e profumato, pronto per essere colto.

Fratelli e sorelle, badiamo bene che la nostra vita porti del frutto alla gloria di Dio, proprio come quel seme che cade in terra buona (Matteo 13: 3-8, 18-23). Se stiamo legati al Signore, ricerchiamo la guida e la pienezza del Suo Santo Spirito nella nostra vita e lasciamo che la Sua Parola parli al nostro cuore e ci modelli secondo la Sua volontà, giorno dopo giorno, anche se dovessero giungere le avversità, non vacilleremo perché Egli è colui che ci fortifica e tiene salda la nostra fede.

A Dio sia la gloria!

Mattia Bertaggia