Verso Il Futuro

Verso Il Futuro

“Oh, potessi tornare come ai mesi d’una volta, come nei giorni in cui Dio mi proteggeva …” [Giobbe 29:2]

Il capitolo ventinove del libro di Giobbe e una rievocazione nostalgica dei tempi in cui il patriarca aveva gustato la protezione e la benedizione di Dio. Aveva goduto della stima e della considerazione del prossimo e, infine, aveva cullato l’intima certezza che niente al mondo avrebbe potuto mutare quella condizione di prosperità materiale e spirituale. I nostri pensieri, però, non sono uguali a quelli del Signore e le nostre vie, spesse volte, non intersecano le Sue. Un’improvvisa bufera si può abbattere inaspettatamente sulla vita dei figli di Dio suscitando nel loro cuore perplessità, interrogativi e, soprattutto, una comprensibile sfiducia per quanto potrà il futuro riservare loro. In circostanze del genere sembra particolarmente gratificante rifugiarsi nel passato e ricordare 1 tempi felici, quando la presenza del Signore era sperimentata in una maniera singolare e tutto scorreva lungo i binari della gioia e del successo. I figli di Dio, però, non vivono nel passato, ma nel presente e, da quest’ultimo, si proiettano nel futuro.
II passato può consolare soltanto gli indolenti, i rinunciatari e gli sfiduciati. Può anche essere stato glorioso come quello di Giobbe, ma in ogni caso non ritorna. Tutto quello che possiamo fare e pregustare, alla luce di quelle esperienze, un avvenire ancora più glorioso. Noi serviamo un Signore in grado di darci più di quello che ci ha già dato, ma dobbiamo crederci veramente! Dimenticando le cose che sono indietro, dice l’apostolo Paolo, mi protendo avanti, proseguendo il cammino verso la meta, per ottenere il premio della suprema vocazione in Cristo Gesù. Possiamo avere alle spalle un passato glorioso, ma dobbiamo sicuramente volgere lo sguardo verso un avvenire migliore, poiché Dio non ci abbandona e le Sue promesse sono fedeli. Il Signore insegnò a Giobbe che non sarebbe stato necessario nutrirsi di ‘nostalgie’, perché’ Egli aveva in serbo benedizioni che non potevano affrontarsi con quelle già sperimentate, poiché sarebbero state molto migliori.