Un Fuoco Che Non Brucia

Un Fuoco Che Non Brucia

Forse chi sta per perire non protende la mano e nell’angoscia sua non grida aiuto? [Giobbe 30:24]

Giobbe era un uomo integro e pio. Era anche il più ricco tra la sua gente: possedeva una gran quantità di bestiame e lo circondava una famiglia numerosa e felice. Il Signore, però, permise che varie disgrazie lo privassero di tutto ciò che possedeva, riducendolo nella più squallida miseria. Sappiamo che l’errore di Giobbe fu di fare affidamento alla propria giustizia come garanzia contro ogni sorta di male, per giungere alla fine, a sfidare la giustizia e la sapienza di Dio Stesso. Nella desolazione del suo stato, però, incominciò a invocare il soccorso del Signore cercando, a un tempo, di comprendere lo scopo di tutto ciò che gli stava capitando. Soltanto quando Giobbe fu annientato nel suo essere e in lui tutte le pretese e le resistenze caddero come le foglie secche di un albero, iniziarono a germogliare una nuova vita e un nuovo modo di vedere Dio. Egli finalmente Lo vide, non più come un’autorità che punisce immotivatamente, ma come l’Iddio che ci mette alla prova rimanendo con noi nella fornace, senza permettere che ci bruciamo, affinché’ il Suo nome sia glorificato e la nostra fede rafforzata. Quando viviamo delle situazioni simili, possiamo considerare un privilegio essere provati dal Signore. Il modo nel quale ci comportiamo e reagiamo nei momenti di difficoltà ci fornisce l’idea del livello della nostra fiducia in Dio. Quando siamo sulla Sua mano, possiamo rimanere fermi e fedeli a Colui che ci ha annoverati tra la schiera dei salvati.
Giobbe non peccò contro il Signore, anche se proruppe in lamenti contra la provvidenza e non si lasciò persuadere dalle parole rivolte dagli amici. Poiché non abbandonò mai la sua fede in Dio e si penti amaramente, recuperò alla fine tutto quello che aveva perduto e ottenne molto di più. La prova della fede ci induce a guardare fiduciosi al Signore, tenendo presente che anche per noi vale la Sua promessa: “Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita” (Apocalisse 2: 10).