Un Orecchio Attetto

Un Orecchio Attetto

Oh, avessi chi m’ascoltasse! [Giobbe 31:35]

Si dice che uno dei difetti più grandi dell’uomo sia la sua incapacità di ascoltare. Molti si sentono come Giobbe: abbandonati tutti e senza un amico comprensivo che li possa aiutare. Il fatto stesso che molta gente sia disposta a spendere fior di quattrini dallo psichiatra nel tentativo di trovare qualcuno disposto ad ascoltarla è la dimostrazione di quanto sia necessario avere un orecchio attento quando ci si trova soli e depressi. Si racconta la storia di una sorella che dopo il culto espresse al pastore la necessità di parlargli. La moglie di questi, già abituata a simili colloqui, si preparò per una lunga attesa, mentre i due si erano allontanati per un po’ nella sala di culto. Non passò molto tempo, quando ecco la moglie del pastore vide tornare suo marito. Durante il cammino verso casa la moglie incuriosita chiese al marito come fosse riuscito a sbrigarsi così in fretta. “Le ho chiesto se avesse mai raccontato tutto al Signore”, disse, “mi ha risposto di no, allora le ho detto di andare a casa sua confessare tutto a Dio in preghiera e vedere se dopo ritenesse ancora necessario raccontare tutto anche a me”. Molti pesi non ci troveremmo a portarli per lungo tempo se imparassimo ad andare direttamente e senza indugio al Signore. È possibile che molti credenti tristi e abbattuti non conoscano ancora il segreto di portare tutto il fardello ai piedi di Cristo? Perché allora non accettare il consiglio suggerito dalle parole di questo famoso cantico: “Sei nel duolo, hai nel cuore il pianto, dillo al Signore, dillo al Signore”? Scopriremo così tutto il conforto della pace che soltanto Cristo può dare a un’anima afflitta e dolente.