Più presso a te

Più presso a te

SarahFlowerAdams.jpgIl titolo originale del noto canto “Più presso a Te” è Nearer, my God, to Thee. Esso nacque dalla penna di Sarah Fuller Flower Adams, che quando lo scrisse aveva 21 anni, e fu pubblicato per la prima volta nel 1841. Questo inno è diffuso nel mondo anglosassone e in tutta Europa.

Sarah, donna bellissima, molto devota e piena di talento, ma di gracile costituzione (morì a soli 43 anni), fu una donna non comune. Nata il 22 febbraio 1805, con una forte vena poetica, era anche un ottimo contralto. Ebbe, malgrado la sua salute cagionevole, una vita dinamica e fruttuosa. Tra il 1832 e il 1835 fu tra i maggiori articolisti del “Monthly Repository“, lavorando al fianco di autori come John Stuart Mill, famoso filosofo ed economista inglese. Nel settembre del 1834 sposò John Bridges Adams. In gioventù aveva sognato di calcare il palcoscenico e riuscì a realizzare il suo sogno, recitando anche al Richmond Theater di Londra, nel 1837; fu un’esecuzione memorabile, tanto che il “Court Journal” ne esaltò le capacità recitative. Tuttavia, la salute non era delle migliori e non le permise di sostenere lo sforzo legato alle esecuzioni in pubblico.

Ritornò quindi alla vecchia passione della scrittura. Sarah <<scriveva molto velocemente, come se fosse preda di una sorta di irresistibile impulso; raramente gli editori trovavano nei suoi articoli qualcosa che andava cambiato o corretto>>. Dopo aver composto un poema drammatico, che aveva come argomento gli scontri tra cristiani e pagani della Chiesa primitiva, nel 1845, ella produsse un catechismo e una raccolta di inni per bambini dal titolo “The Flock at the Fountain” (Trad.: “Il gregge presso la fonte“). In quegli stessi anni scrisse anche “Più presso a Te, Signor“. William Johnson Fox, pastore della South Place Chapel, da lei frequentata, in quel tempo stava lavorando a un innario ad uso della sua congregazione, “Hymns and Anthems” (poi pubblicato in due parti, nel 1840 e nel 1841) e Sarah Flower Adams arricchì la raccolta con tredici suoi inni, oltre a collaborare ad alcune traduzioni. Poco dopo la pubblicazione di “Hymns and Anthems“, William Johnson Fox espresse alle due sorelle Flower, sue collaboratrici (Eliza era uno dei direttori del coro), il desiderio di trovare un inno da cantare alla fine di un sermone che stava preparando sulla circostanza narrata in Genesi 28:10-22. Eliza esclamò: <<Sarah, che idea magnifica: un nuovo cantico per il nostro innario! Perchè non scrivi tu quest’inno sul sogno di Giacobbe?>> Al che, il pastore commentò soddisfatto: <<Splendido!>>. Sarah cominciò così a studiare a fondo l’episodio della Genesi e, immergendosi nell’atmosfera del racconto, mise in versi la narrazione, componendo le cinque strofe originarie dell’inno.

Come altri suoi inni, “Più presso a Te, Signor” fu musicato, la prima volta, da Eliza la quale, in coppia con lei, lo cantò già la domenica successiva, dopo il sermone di Fox. Divenne però famoso solo quando il compositore Lowell Mason, nel 1856, scrisse appositamente per l’inno una nuova melodia chiamata Bethany; l’inno può essere eseguito anche su altre arie, come la Horbury (più amata nel Regno Unito) di John Bacchus Dykes, e la Propior Deo, di Arthur Sullivan, preferita dai metodisti.

La biografa di Sarah Adams, Eliza Flower e Bridell Fox, scrisse: <<È difficile dire come Sarah abbia composto i suoi inni. È certo comunque che ella non li compose mai di proposito, essendo sempre stati l’espressione spontanea di una forte spinta emotiva del momento. Fondamentalmente Sarah era infatti una creatura impulsiva. Ovviamente, questo non valeva per le sue traduzioni e, probabilmente, quando scriveva i testi di musiche già in uso nella chiesa>>.

L’inno acquistò ulteriore successo perché legato al naufragio del transatlantico “Titanic”, avvenuto il 15 aprile 1912 durante la traversata inaugurale tra Inghilterra e Stati Uniti. Quando il Titanic fu costruito, venne considerato un tale capolavoro di scienza navale da far affermare, all’epoca, che “neppure Dio avrebbe potuto affondarlo”. La collisione con un grande iceberg – causa del naufragio – costò la vita a circa 1.500 passeggeri: moltissimi non poterono salvarsi, perché le scialuppe di salvataggio previste erano sufficienti solo per metà delle persone imbarcate. Urtato l’iceberg alle 23:40 del 14 aprile 1915, alle 2:20 del 15, l’ “inaffondabile” Titanic, scomparve nelle profonde acque dell’Atlantico. Molti decenni dopo, nel settembre del 1985, il relitto è stato localizzato a circa 3.800 metri di profondità.

Sul Titanic era operativa una piccola orchestra di bordo e nel bel mezzo del naufragio, con l’equipaggio in cerca di soluzioni e i passeggeri divorati dalla paura, essa si dimostrò molto coraggiosa e continuò a suonare. Tale gesto eroico rimase impresso nella mente dei sopravvissuti.

L’orchestra, sotto la direzione del suo maestro, Wallace Hartley, continuò a suonare, smettendo solo quando il movimento della nave, che si inabissava, non permetteva più loro di rimanere in piedi. I musicisti perirono nell’affondamento e l’ultimo inno che suonarono fu proprio “Più presso a Te”.

Il maestro Hartley, un cristiano convinto, aveva confidato che nel caso in cui si fosse trovato su di una nave in pericolo, avrebbe suonato questo cantico, inoltre egli aveva anche espresso il desiderio che lo stesso inno fosse cantato al suo funerale e così avvenne. Alla presenza di una folla immensa Wallace Hartley, eseguendo l’aria di questo noto canto, intendeva portare un ultimo incoraggiamento ai passeggeri in pericolo, invitandoli a volgersi a Dio nella loro angoscia: da un lato, quell’inno era il modo per ricordare ai credenti la promessa del Signore di rimanere accanto a loro fino alla fine e dall’altro lato era, per coloro che fino a quel momento avevano ignorato Dio, un invito urgente a tendere la mano verso Lui.