Precetti Inutili

Precetti Inutili

“Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: ‘Vuoi esser risanato?’”

[GIOVANNI 5:6]

La vasca di Betesda era ritenuto un luogo miracoloso. In occasione di alcune festività si raccoglieva in quel luogo una moltitudine di infermi i quali, non appena le acque si muovevano prodigiosamente vi si gettavano dentro, e il primo che riusciva ad entrare veniva guarito.

Gesù ebbe occasione di assistere a questo avvenimento, cogliendo lo spunto, una volta di più, per dimostrare che Egli era al di sopra di qualsiasi tradizione e che sarebbe stata piuttosto una sincera fede posta in Lui il mezzo per conseguire la piena guarigione.

“Vuoi essere risanato?”, chiese Gesù al paralitico. L’animo del malato era popolato da sentimenti legati alla sua triste realtà, per cui rispose, con una semplicità e una immediatezza disarmanti: “Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca …”. Ma lì era presente Cristo, quindi non c’era più bisogno di aspettare che un angelo muovesse le acque: la fede in Lui avrebbe rimosso ogni ostacolo.

Questo episodio ci insegna che le opere non possono giustificarci davanti a Dio, ma soltanto l’intervento di Cristo, nel quale riponiamo fede, ci offre la possibilità di “alzarci e camminare” in novità di vita.

Al paralitico fu poi detto: “Non peccare più, ché non ti accada di peggio”. Non tanto perché il peccato generi sempre la malattia, piuttosto perché la sofferenza di colui che ha gustato la grazia di Dio e poi torna al peccato è tale da far soffrire come la più tremenda delle malattie.

La stessa domanda che Gesù pose a quell’uomo, ora è rivolta a te: “Vuoi essere risanato ?”. Volta le spalle ai vecchi precetti ai quali ti sei fino ad oggi sottoposto, e rivolgiti con fede a Colui che può riconciliarti con Dio: Cristo Gesù, morto sulla croce per i tuoi peccati e risorto per offrirti vita eterna.