Intrommissione Divina

Intrommissione Divina

Allora l’ira di Eliu, figlio di Baracheel il Buzita, della tribù di Ram, si accese. [GIOBBE 32:2]

Il giovane Eliu entra in scena quasi nella veste di un messaggero mandato direttamente dall’Alto, a favore di Giobbe, ma sicuramente anche a beneficio dei suoi amici. Ognuno cercava di esprimere la propria opinione sullo stato di sofferenza del patriarca, cercando di apparire gradito a Dio. Tutti, però, sbagliavano perché i loro pensieri erano soltanto parziali, scaturendo da una logica troppo “umana”. Giobbe è più che certo della propria giustizia e reagisce con sdegno al giudizio severo e inclemente degli amici.
Ognuno di questi espone la propria teoria, ma tutti sono concordi nel riconoscere che se Giobbe soffre non può che essere a causa di qualche misfatto commesso deliberatamente. Ecco che Eliu, allora, “s’accende d’ira” contro Giobbe e contro gli amici, poiché tutti, indistintamente, sono in errore. Giobbe sbaglia nel vantare la propria giustizia; mentre, gli alta” non sanno cogliere il nocciolo della verità e lo accusano ingiustamente. Eliu può parlare e riprendere tutti, non è in qualche modo “tipo’ del Signore Gesù, mandato dal cielo per rivelare a tutti noi la volontà divina? Le nostre opinioni e i nostri personalissimi giudizi non hanno alcun valore. Lasciamo la parola a Colui che parla “…senza riguardi personali, senza adulare nessuno” (v. 21). Egli ci rivelerà il Suo piano e allora come Giobbe potremo dire: “Ecco, io sono troppo meschino; che ti potrei rispondere? lo mi metto la mano sulla bocca” Giobbe 40: 4). Quale grande privilegio sapere che Stiamo servendo l’Iddio Altissimo, Colui che non smette di vegliare sulla nostra vita!