Sara(La fede ti dà la forza)

Sara(La fede ti dà la forza)

 

fist-bump-1195446_1280“Per fede anche Sara, benché fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa”

(Ebrei 11:11)

 

Tra gli esempi di fede citati nel capitolo undici della lettera agli Ebrei, Sara è tra quelli meno ricordati, al contrario di Abramo, Giacobbe, Noè, Davide, Abele, Samuele, e perfino Sansone e Gedeone. Pensando a Sara riaffiorano spesso, nella nostra mente, i suoi “passaggi a vuoto” riguardo la fede. È famoso l’episodio nel quale, di fronte alla promessa di avere un figlio, ella rise (Genesi 18:12); per non parlare di quando indusse il marito a unirsi ad una serva per avere un figlio (Genesi 16:1-4), salvo poi, convincerlo a mandare via la stessa insieme al fanciullo nato da quella relazione (Genesi 21:10).

Ma questo verso, ispirato dallo Spirito Santo, apre davanti noi un orizzonte più ampio, che ci porta a guardare più profondamente la vita di Sara, da cui possiamo imparare diverse lezioni e dare lode al nostro Dio. In questo modo possiamo comprendere come i protagonisti degli esempi di fede, narrati nella Bibbia, non siano dei “supereroi”, ma semplicemente uomini e donne che nel loro cammino con Dio hanno avuto i loro alti e bassi. Sara dubitò, fu frettolosa e irruenta, carente in misericordia, ma fu anche una donna di fede che Dio modellò giorno dopo giorno, portandola a divenire un esempio per noi oggi. Questo verso mette in evidenza uno degli effetti della fede: essa è in grado di donare all’uomo una forza speciale, spirituale e anche fisica. Per fede, Sara ricevette la forza di concepire. La fede nella vita di questa donna fu come un “motore” che le diede la forza di andare oltre i suoi limiti e le circostanze, di vincere le proprie paure, di portare a termine quello che il Signore le aveva dato da fare.

  1. La forza di andare oltre i propri limiti e le circostanze

Il limite di Sara era chiaramente dato dalla sua “carta d’’identità”: la Bibbia ci dice senza mezzi termini che ella era “fuori di età”. Leggendo il libro della Genesi apprendiamo che, al tempo della promessa, la moglie di Abramo, aveva quasi novant’anni, decisamente troppi per chi desidera diventare madre. La fede, però, le dà la forza di andare oltre i propri limiti e fu così che anche questa “arzilla” novantenne, che credeva nella fedeltà di Dio, ebbe la forza di concepire.

Davide è un altro esempio di fede, infatti anche lui ricevette la forza di andare oltre i propri limiti nella celebre battaglia contro il gigante Goliath. Al contrario di Sara, il limite di Davide era dato dalla sua giovane età, infatti Saul disse a Davide: “Tu non puoi andare a batterti con quel Filisteo; poiché tu non sei che un ragazzo, ed egli è un guerriero fin dalla sua giovinezza”( I Samuele 17:33), ma questo pastorello inesperto era un credente, e ricevette anche lui la forza di superare il suo limite e vincere la sua battaglia.

Queste storie ci insegnano che ognuno ha dei limiti diversi, come la vecchiaia per Sara e l’inesperienza per Davide, ma la fede nell’Iddio Fedele ci può dare la forza di superare ogni limite e ogni circostanza avversa.

 

  1. La forza di vincere le proprie paure

Sara aveva paura di non farcela a diventare madre e prova ne è il fatto che indusse Abramo ad unirsi alla serva Agar per avere un erede. Gli anni passavano, il suo corpo svigoriva, così come quello di Abramo (Genesi 18:12), e la paura prendeva sempre più “piede”. Ma Dio sia lodato, perché anche la fede in un Dio immutabile e verace si faceva spazio nel suo cuore, e fu proprio quella fede che la fortificò per vincere le proprie paure.

La stessa cosa avvenne per il pauroso Gedeone che voleva nascondere il grano per paura che i Madianiti lo prendessero (Giudici 6:12). Lo stesso Gedeone, con la forza che gli veniva dalla fede nel Dio vivente, vinse capeggiando un esercito di soli trecento uomini, mentre le fila nemiche erano ben più corpose (Giudici 7:12). Forse Gedeone non aveva più paura? Piuttosto la fede gli diede la forza di vincere le proprie paure.

Fin quando saremo su questa terra dovremo sempre fare i conti con piccole o grandi paure, ma la nostra fede, che è più preziosa dell’oro che perisce (I Pietro 1:7), ci darà la forza di vincerle.

  1. La forza di portare a termine quello che il Signore le aveva dato da fare

“Sara concepì e partorì un figlio” (Genesi 21:1), in altre parole portò a termine quello che il Signore voleva che lei facesse. I nove mesi di gestazione sono lunghi, per una novantenne forse ancor di più, per non parlare del momento del parto che è così delicato, doloroso e stancante. Ma questa “splendida vecchietta” riesce a superare indenne anche questa difficoltà, perché credeva nel suo Dio e questa fede le diede la forza di sopportare i dolori del parto, di sostenerne la fatica, portando così a termine il compito che il Signore le aveva dato.

Caleb aveva ottantacinque anni quando disse: “Oggi sono ancora robusto com’ero il giorno in cui Mosè mi mandò; le mie forze sono le stesse d’allora, tanto per combattere quanto per andare e venire” (Giosuè 14:11). Egli chiese, in questo modo, a Giosuè il permesso di combattere per conquistare quel territorio che il Signore gli aveva promesso quarant’anni prima. Era ancora forte, perché aveva ancora fede e per questo ebbe la forza di portare a termine quello che il Signore gli aveva prospettato di fare. Ognuno di noi ha delle cose da fare nel campo del Signore, Dio aveva un piano per Sara, uno per Caleb, ma anche uno per me e per te e l’unico modo per essere sicuri di portarlo a termine è credere che Dio è fedele; ogni giorno questa consapevolezza ci darà la forza di andare avanti.

Essere uomini di fede non significa non cadere mai, non avere mai paura, non avere limiti; nel verso che abbiamo studiato oggi, prima del nome Sara troviamo l’avverbio “anche” e la presenza di questa piccola parola ci incoraggia: “anche Sara”, nonostante i suoi limiti, le proprie paure, la complessità dell’impegno, fu un esempio di fede. Anche noi, quindi, confidando quotidianamente in Colui che è Fedele, possiamo essere uomini e donne di fede, ricevendo da essa e per essa la forza di fare quotidianamente la volontà del nostro Dio Benedetto in Eterno.

I giovani si affaticano e si stancano; i più forti vacillano e cadono;  ma quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano.” (Isaia 40:30-31)

 

Luciano Di Marco