Il Governo Divino

Il Governo Divino

No, di certo Dio non commette ingiustizie! L’Onnipotente non perverte il diritto [GIOBBE 34:12]

Consideriamo la sofferenza umana, Eliu esprime un pensiero biblicamente più soddisfacente di quello degli altri interlocutori. Il suo discorso è esposto con un linguaggio superbo, incisivo, che ci introduce nei misteri del governo divino, mettendo in risalto la perfezione di Dio, la Sua onniscienza e giustizia, dinanzi alle quali l’uomo è come un panno lordato (cfr. Isaia 64:6).
Nella sofferenza non è altro che presunzione ribellarsi, mormorando contro Dio, criticando il Suo operato, chiamandoLo a rendere conto dei Suoi atti o suggerendoGli i comportamenti da adottare; anziché adorarLo, sottomettendosi incondizionatamente alla Sua volontà e ai misteri della Sua sapienza. La ribellione è cosa assai più grave della sofferenza stessa!
Giobbe soffre non perché è condannato da Dio per qualche peccato occulto, ma perché provato da Lui stesso! Dio non ha finalità egoistiche o crudeli, poiché Egli ci tiene in vita con il Suo soffio! Dio ci viene incontro anche permettendo le sofferenze. Nel Suo piano rappresentano un correttivo e una disciplina piuttosto che una punizione. Sono un mezzo che purifica e educa l’anima alla santità, quindi un bene che ci allontana dal peccato.
Tutto ciò non ci insegna soltanto il modo in cui comprendere la sofferenza, quanto piuttosto il sistema per affrontarla e viverla. Si può sopportare se si sperimenta per fede la realtà di Dio. Tale esperienza è alla portata di chi la desidera, avendo realizzato il fallimento della pretesa e della ragione umana. Dio è degno di amore e ubbidienza, anche a prescindere dalle benedizioni che ci concede e dalle prove che permette. I Suoi piani non sono i nostri (cfr. Isaia 55:8), eppure “… tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio …” (Romani 8:28).