Requisitoria Inconfutabile

Requisitoria Inconfutabile

Aspetta un po’, io t’istruirò: perché c’è altro da dire in favore di Dio [GIOBBE 36:2]

La requisitoria di Elia si sviluppa organicamente con un impeto torrentizio e con una persuasività inconfutabile, mettendo a tacere qualsiasi tentativo di replica: egli argomenta in difesa di Dio e della Sua grandezza.
Senza voler addentrarci troppo nel tema tanto difficile della sofferenza, tema che né Giobbe né gli amici hanno saputo risolvere, e sicuramente più opportuno considerare che Dio ha ancora molto da dire agli uomini e non tralascia alcun mezzo pur di attirare la loro attenzione.
Teologi, scienziati, scrittori e artisti hanno tentato e ancora provano a formulare un’opinione personalissima sul Signore e sui rapporti che Lo legano all’uomo. C’è, però, sempre altro da dire a favore di Dio. L’argomento non è circoscrivibile : non può neppure esaurirsi, poiché Egli nella Sua immensità, gloria, onnipotenza e ineffabilità ci appare comunque incommensurabile e inarrivabile.
Quale attitudine possiamo assumere a questo punto? Quella degli agnostici, i quali affermano: non mi è dato di comprendere Dio, perciò non posso credere in Lui? Quella dei deisti, i quali ritengono: Dio e il Creatore, ma ha stabilito tutto nella creazione e poi l’ha abbandonata alla sua ineluttabile sorte? No, se c’è altro da dire a favore di Dio, proviamo ad ascoltare chi ha detto: “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Giovanni 14:9).
Prestiamo ascolto a Cristo, poiché “Egli … è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza…” (Ebrei 1:3) ,infatti, soltanto il Figlio diw Dio è in grado di farci conoscere le cose udite dal Padre (cfr. Giovanni 15:15).
Ascoltiamo con la massima attenzione e con piena fiducia le parole di Gesù e non ci sara altro da aggiungere.