Un Generazione Arrogante

Un Generazione Arrogante

Cingiti i fianchi come un prode; io ti farò delle domande e tu insegnami! [GlOBBE 38:3]

Oggi sembra impensabile porre all’uomo queste domande che Dio rivolse a Giobbe: “Sei tu penetrato fino alle sorgenti del mare? Hai tu passeggiate in fondo all’abisso? Hai tu abbracciato con lo sguardo l’ampiezza della terra? Parla, se la conosci tutta!” (vv. 16, 18) la nostra generazione, come nessun’altra in passato, mena vanto orgogliosamente di mezzi e conoscenze strabilianti.
Misteri occulti alle età passate sono stati risolti e sono chiari come la luce del sole, malattie che un tempo portavano alla morte sono ormai facilmente guaribili, le grandi distanze, sia temporali sia spaziali, sono state accorciare. Distruggere la terra ora non è più un’impresa impossibile, per generare un figlio non occorre necessariamente l’unione di un uomo e di una donna. Oggi l’uomo esplora i luoghi più remoti dello spazio. Oggi l’uomo sa, possiede, può! E non è più capace di credere nell’esistenza di Dio. Con parole prive di senno cerca di offuscare i disegni del suo Creatore. Forte di quanto conosce ed è in grado di realizzare, si erge a giudice di Dio, la creatura mette sotto inchiesta il Creatore, non si ritiene più in debito di nulla. Crede di avere già risposte per ogni quesito e si reputa capace di tutto. Povera creatura! Non comprende il silenzio di Dio di fronte alle proprie invettive! Eppure Egli è grande ed eterno, l’ impareggiabile Signore dei cieli e della terra, il solo savio e intelligente: ma come… ascolta e tace?
Giunge, tuttavia, il momento in cui si rivolge a ogni singolo e lo trascina in un dibattito serrato: “Cingiti i fianchi come un prode; io ti farò delle domande e tu insegnami!” (v. 3). Allora gli eruditi mostrano la loro ignoranza, i savi sono colti da sgomento, i filosofi ritrattano i loro sofismi. Gli scienziati precipitano nella confusione, i potenti sono preda di dolori. Ogni frutto della razionalità umana si mostra inefficace e limitato. Soltanto quando si matura questa consapevolezza, Dio può guarire i nostri mali, operare la nostra redenzione e assicurarci la vittoria. ‘