Tempeste Opportune

Tempeste Opportune

“Com’ebbero remato per circa venticinque o trenta stadi, videro Gesù camminare sul mare e accostarsi alla barca; ed ebbero paura ” [GIOVANNI 6:19]

Questo passo della Scrittura ci descrive una delle prove affrontate dai discepoli. Furono mandati da soli sull’altra sponda del lago, mentre Gesù si trattenne ancora. Li vediamo, nel buio della notte, sballottati da un forte vento su acque tempestose e, quel che è peggio, Cristo non è con loro. Si tratta di un passaggio strano. Da un miracolo potente, di cui erano stati strumento, tra l’ammirazione della folla, passarono alla solitudine, all’oscurità, alla tempesta, all’ansia e al pericolo: il cambiamento fu enorme! Ma Gesù lo sapeva, Egli l’aveva stabilito e tutto questo stava cooperando al loro bene.

La prova fa parte del “regime alimentare” che tutti i veri cristiani devono seguire. L’inverno come l’estate, il freddo come il caldo, le nuvole come il sole, sono tutti necessari per far crescere e maturare il frutto dello Spirito. A noi questo non piace. Preferiremmo attraversare il mare con il bel tempo, con il vento in poppa, con Cristo sempre al nostro fianco e il sole che splende. Ma non è così. Non è in questo modo che i figli di Dio sono resi partecipi della Sua santità (cfr. Ebrei 12:10).

Il Signore Gesù, camminando sulle acque, andò verso i Suoi discepoli, che remavano spaventati sul lago in tempesta. Egli avanzava sulla superficie dell’acqua tanto agevolmente quanto sulla terra asciutta. Essa lo sosteneva fermamente come il pavimento del tempio, o le colline attorno a Nazaret. Quello che è contrario ad ogni logica naturale fu perfettamente possibile per Cristo. Per Lui è altrettanto facile camminare sul mare come lo fu crearlo all’inizio, è facile sospendere le comuni leggi della natura, come sono chiamate, come lo fu stabilirle nel principio.

In tutto ciò ricorda: se le condizioni della tua vita cambiano repentinamente, non disperare, Gesù non si è dimenticato di te, ti sta venendo incontro!