L’Odio del Mondo

L’Odio del Mondo

“Il mondo non può odiare voi; ma odia me, perché io testimonio di lui che le sue opere sono malvagie”
[GIOVANNI 7:7]

Il capitolo sette di Giovanni è diviso dal precedente da un lungo intervallo di tempo. I molti miracoli che il Signore operò mentre “andava per la Galilea” non restano inosservati da Giovanni che pure decide di non scriverne. Gli eventi che è ispirato a raccontare, in modo particolare, sono quelli che avvennero a Gerusalemme e dintorni.

Egli scrive che “… neppure i suoi fratelli credevano in lui”. Per quanto la Sua Vita fosse santa e irreprensibile, alcuni dei Suoi parenti più stretti secondo la carne non Lo riconobbero come il Messia. Era già incomprensibile che i Giudei, Suoi connazionali, cercassero di ucciderlo, ma era ancora più grave che neppure i suoi fratelli credessero in Lui.

Il versetto 7 rivela che non furono tanto le sublimi dottrine che il Signore predicava a dare fastidio, quanto l’elevato standard morale che proclamava. Non era la Sua pretesa di essere il Messia a non piacere alla gente, quanto la Sua testimonianza della malvagità della loro vita. In breve, avrebbero anche potuto tollerare le Sue opinioni, se soltanto Egli avesse chiuso un occhio sui loro peccati.

Questo principio, possiamo esserne certi, è di applicazione universale. Esso è all’opera oggi come duemila anni fa… La vera causa del rifiuto del Vangelo da parte di molte persone è la santità di vita che esso richiede. Limitati ad insegnare dottrine astratte e pochi avranno qualcosa da ridire. Denuncia i peccati che vanno di moda e invita al ravvedimento e a camminare coerentemente con il Vangelo e subito a migliaia si offenderanno. Il vero motivo per cui molti rifiutano di accettare Cristo quale Salvatore è la testimonianza che il cristianesimo porta contro la loro vita malvagia. Come Acab, lo odiano perché “… non predice mai nulla di buono, ma soltanto del male” (I Rc 22:8).