Ignoranza Volontaria

Ignoranza Volontaria

“Chi parla di suo cerca la propria gloria, ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato, e veritiera e non vi è ingiustizia in lui”
[GIOVANNI 7:18]

Le parole di Gesu esprimono una realtà a volte dimenticata dal cristiano nato di nuovo: ogni vero credente è mandato dal Signore ad annunciare la Buona Notizia. Tutti, anche mediante la propria testimonianza personale, cooperano al progresso dell’opera di Dio sulla terra, proclamando il messaggio dell’Evangelo, in ubbidienza ad un medesimo programma divino.

Il credente è “mandato” per annunciare la volontà del “Mandante”, con l’unico scopo di rendere gloria al Suo nome. Perciò ogni credente deve agire in modo che la gloria possa essere ascritta solamente a Dio. Gesù dice: “Affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:16).

Tutti gli sforzi devono perciò essere volti verso una trasformazione della nostra personalità e, contemporaneamente, verso la ricerca della guida del Signore. Soltanto così il nostro messaggio avrà inequivocabilmente un’impronta divina. Lo Spirito Santo sarà per noi un Maestro indispensabile; lasciandogli libertà di parlare per il nostro tramite, raggiungeremo lo scopo per il quale ci avviciniamo alle anime che il Signore ci pone davanti. Per fare ciò è necessario che mettiamo da parte la nostra saggezza e i nostri pensieri, chiedendo a Dio luce e discernimento.

Predicando tutto l’Evangelo e consacrandoci a Cristo, non vi saranno dubbi che la gloria sarà data soltanto al Signore, e ci accadrà come a Stefano, il quale, dopo aver predicato Cristo, lapidato e in punto di morte, vide il cielo aperto e la “gloria di Dio” dinanzi ai propri occhi. I suoi giudici, mentre lo interrogavano videro la sua faccia simile a quella di un angelo. Egli guardava verso il cielo, la gloria del Signore lo illuminò e tutti notarono quel volto risplendente.

Soltanto una vita vissuta nella piena consacrazione a Dio mostra al mondo la gloria di Cristo. Signore aiutaci, affinché possiamo mostrare a tutti la Tua gloria!

“Eppure, costui sappiamo di dov’è; ma quando il Cristo verrà, nessuno saprà di dove egli sia ” [GIOVANNI 7 :27]

Vediamo in questo versetto l’ostinata cecità dei Giudei increduli.
Li vediamo basare il proprio rifiuto di Gesù come Messia dichiarando: “Eppure, costui sappiamo di dov’è; ma quando il Cristo verrà, nessuno saprà di dove egli sia”. E tuttavia in entrambe queste dichiarazioni si stavano sbagliando! Erravano affermando di non sapere da dove provenisse Gesù. Sicuramente intendevano dire che era nato a Nazaret e che fosse, quindi, un Galileo. La verità, però, è che il nostro Signore era nato a Betlemme. I Giudei avrebbero potuto appurarlo, se soltanto si fossero informati accuratamente; e noto che le genealogie, le discendenze e la storia familiare fossero tenute in modo molto scrupoloso nella nazione giudaica. La loro ignoranza era quindi inescusabile.

Sbagliavano anche nel dire che nessuno sapesse da dove il Cristo sarebbe venuto. C’era una profezia, che tutta la nazione conosceva bene, secondo la quale Cristo sarebbe nato nella cittadina di Betlemme (cfr. Matteo 2:6; Giovanni 7:42). E assurdo supporre che avessero dimenticato questa profezia. Ma evidentemente trovarono scomodo ricordarsene in questa occasione.

I ricordi delle persone purtroppo spesso dipendono dalla loro volontà. Riescono a chiudere gli occhi davanti ai fatti e alle dottrine più lampanti della Scrittura. Pretendono di dire che non hanno compreso e che non possono per questo credere alle cose che noi portiamo alla loro attenzione come necessarie per la salvezza. Purtroppo, però, in nove casi su dieci si tratta di ignoranza volontaria! La gente non crede alle cose che non le piacciono. Gli uomini non leggeranno, ne’ ascolteranno ne’ investigheranno ne’ cercheranno onestamente la verità. Il vecchio proverbio: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” è quanto mai vero.

Quanto a noi, esaminiamo attentamente il nostro cuore, affinché nessuna verità o parte del messaggio di Cristo sia volutamente ignorata.