Sete Spirituale

Sete Spirituale

“Se qualcuno ha sete, venga a me e beva” [GIOVANNI 7:37]

;Le parole di Gesù: “… Se qualcuno ha sete …” hanno chiaramente un significato spirituale. La sete di cui il Signore parla è convincimento di peccato, desiderio di perdono, anelito alla pace interiore e autentica. Quando uno avverte i propri peccati e desidera ottenere perdono è profondamente sensibile al bisogno della propria anima e ricerca sinceramente aiuto e sollievo: allora si trova nella condizione a cui Gesù si riferisce con queste parole. I giudei che ascoltarono la predicazione di Pietro nel giorno di Pentecoste furono “compunti nel cuore”, il carceriere di Filippi che gridò a Paolo e Sila: “Signori, che debbo fare per essere salvato?”, sono entrambi esempi di quello che l’espressione significhi. In entrambi i casi ci fu una “sete”.

Purtroppo questo tipo di sete è conosciuto soltanto da pochi. Tutti dovrebbero avvertirla e lo farebbero, se fossero saggi. Noi tutti, creature mortali, peccatrici e morenti, con un’anima che un giorno sarà giudicata e passerà l’eternità in cielo o all’inferno, dovremmo avere sete di salvezza. E tuttavia, i più hanno sete di qualsiasi altra cosa. Il denaro, il piacere, l’onore, la posizione sociale, l’autocompiacimento – queste sono le cose maggiormente desiderate dall’uomo. Non esiste prova più lampante della sua caduta e della corruzione totale della natura umana, dell’incurante indifferenza di molte persone rispetto a quella parte di sé che durerà per sempre.

Beati quanti conoscono per esperienza la sete spirituale! Il primo passo Verso il cielo, infatti, è essere pienamente convinti che meritiamo l’inferno. “Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perche’ saranno saziati”

(Matteo 5:6).