La realtà dell’inferno

La realtà dell’inferno

“Perciò vi ha detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati ” [GIOVANNI 8:24]

Il Signore Gesù dice: “…se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati”. Queste parole sono investite di una solennità particolare se consideriamo dalla bocca di Chi procedono.

Chi è che parla degli uomini che muoiono nei loro peccati, senza perdono, senza remissione, impreparati ad incontrare Dio, di persone che vanno all’altro mondo sotto il peso delle proprie trasgressioni? E il Salvatore dell umanità Colui che ha dato la Sua vita per noi l’amico compassionevole, misericordioso e pieno di Grazia… È Cristo stesso! Non trascuriamo questo semplice fatto.

Sbagliano di grosso quanti ritengono che sia duro e inopportuno parlare di inferno e di giudizio. Come possono queste persone passare sopra al linguaggio che abbiamo davanti? Come possono spiegare le molte espressioni che Gesù utilizzò, specialmente nei passi in cui dice che: “… il verme loro non muore e il fuoco non si spegne”? (Marco 9:46). Non possono rispondere a queste domande; condotte fuori strada da una falsa carità e da una morbosa amabilità, esse condannano il chiaro insegnamento della Scrittura, reputandosi più sagge, sante e buone di Dio stesso.

Fissiamocelo bene in mente, come una delle verità fondamentali della nostra fede, che l’inferno esiste. Così come crediamo fermamente che c’è un cielo eterno per i santi, crediamo fermamente che c’è un inferno eterno per gli empi. Non pensiamo che parlare di inferno sia indice di una mancanza di amore. Dichiariamo piuttosto che è vero amore mettere in guardia chiaramente dal suo pericolo e implorare le persone di “… sfuggire l’ira futura”. Fu Satana, l’ingannatore, omicida e bugiardo, a dire ad Eva nel principio: “… Non morirete affatto” (Genesi 3:4). Evitare di dire alle persone che, se non credono, moriranno nei loro peccati può far piacere al diavolo, ma sicuramente non a Dio!