Un Tripudio Di Lode

Un Tripudio Di Lode

Siano gradite le parole della mia bocca e la meditazione del mio cuore in tua presenza, o SIGNORE, mia Rocca e mio redentore! [SALMO 19:14]

Queste parole sono rivolte a Dio proprio alla fine del salmo. Esse rappresentano un tripudio di lode e il tributo di un cuore riconoscente verso il Creatore, Colui che esprime la Sua presenza nella natura e rivelai Suoi propositi nelle Sacre Scritture. Nella prima parte del salmo, il Signore è presentato come l’Onnipotente, l’autore della creazione; nella seconda parte si guarda, invece, a Lui come al Dio del patto, delle promesse, a Yahwèh, Colui che conosce i bisogni degli uomini e si adopera per portare a loro soccorso.
Il nostro brano esprime efficacemente l’essenza stessa di Dio: il salmista rivolgendosi a Lui Lo chiama “mia Rocca”, ponendo enfasi sulla Sua Stabilità e immutabilità, per poi definirlo “mio Redentore”, ricordando i piani di salvezza e liberazione che Egli ha stabilito a beneficio dell’intera umanità.
L’autore accomuna questi due aspetti della personalità del Signore, che non appaiono ai suoi occhi meno importanti della gloria rivelata nella natura e nella Parola di Dio. Il Dio di Davide non è un Dio lontano, ma vicino e immutabile, amorevole e pieno di compassione. Come non ricordare che nel nuovo patto Dio si rivela in Cristo come la Rocca dei secoli e il Redentore? Se Gesù non fosse tale, come affermano le Scritture, saremmo ancora in preda alla paura. Egli ha, però, promesso di essere con noi in ogni tempo fino alla fine dell’età presente.
Egli è il fondamento della nostra fede, il nostro Salvatore, e non in senso ideale o astratto, ma in maniera cosi tangibile e reale da spingerci, con i credenti di ogni epoca, ad affermare: “O SIGNORE, mia Rocca e mio redentore”.