Un Abbandono Indispensabile

Un Abbandono Indispensabile

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito! [SALMO 22: 1]

Perché il Giusto, il Santo, l’Unigenito, Colui che non seppe trascurare la richiesta del lebbroso, l’invocazione del cieco, il gemito delle folle stanche e affaticate, deve ora esclamare: “Dio mio perché mi hai abbandonato ?”. Perché Colui che non rimase inerte ai piedi del letto di un malato, davanti a un sepolcro chiuso da quattro giorni, Colui che affermò: “Io sono la risurrezione e la vita” e “io do la mia vita per le pecore … ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla” ( Giovanni 11:25; 10:15-18) deve ora pronunciare queste tragiche parole? Siamo confusi, tutto ciò sembra la negazione dell ’onnipotenza e dell ’amore del Padre che eppure aveva detto: “Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto” (Matteo 3: 17).
Ma non è cosi, Gesù stesso spiegò questo ai discepoli di Emmaus, sconfortati e disorientati: “O insensati e lenti di cuore a credere non doveva il Cristo soffrire tutto ciò ed entrare nella sua gloria?” (Luca 24:25, 26). Soltanto in questo modo può essere spiegata la necessità e l’inevitabilità di un così tremendo “abbandono”: È soltanto in virtù dell’abbandono di Cristo che la creatura può avere nuovamente comunione con il proprio Creatore, ed è proprio grazie a questa momentanea, seppur totale, separazione tra il Padre e il Figlio, che l’uomo è riconciliato per sempre con Dio. Fu un abbandono terribile ma indispensabile. Soltanto ora abbiamo la certezza di non essere più separati da Dio, poiché: “Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi” (II Corinzi 5:21), Egli giusto per gli ingiusti. Glorifichiamo il Signore, poiché il grido di abbandono del Figlio si è trasformato nell’inno di trionfo del peccatore: “Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sara contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, malo ha dato per noi tutti. non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?“

(Romani 8:31,32).