Il Grido Della fede

Il Grido Della fede

Io grido a te, o SIGNORE; Rocca mia, non essere sordo alla mia voce, perché, se non mi rispondi, io sarò simile a quelli che scendono nella tomba [SALMO 28: 1]

E’ questa l’invocazione del salmista che, conscio della propria debolezza, chiede aiuto a Dio. In essa appare il grido della fede, nella certezza che qualcuno può prestare soccorso nei momenti di prova e di sconforto. L’autore sa che: “Gli occhi del SIGNORE sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido” (Salmo 34:15). Quindi, si presenta al cospetto di Dio con la certezza di ottenere esaudimento.
La supplica rivolta a Dio rivela un’evidente situazione di bisogno dell’intervento divino e possiamo stare certi che Dio non rimane sordo alla sincera invocazione del Suo popolo: “Ho udito il grido che gli strappano i suoi oppressori” (Esodo 3:7), disse Dio a Mosè in risposta alle preghiere della Sua gente. Il grido del salmista sarà forse stato dovuto alla continua visione di uomini peccatori e corrotti che lo attorniavano.
Il suo desiderio più vivo era di tenersi lontano da costoro; nel suo cuore risuonano insistenti le parole del Signore: “Siate santi, perché io sono santo” (I Pietro l:6). La santità implica, per l’appunto, totale separazione dal peccato: “Non trascinarmi via con gli empi e con i malfattori, i quali parlano di pace con il prossimo, ma hanno la malizia nel cuore” (v. 3). Una simile implorazione dovrebbe suscitare in noi il desiderio di fuggire le tentazioni e le insidie del mondo.
Un tale atteggiamento di rifiuto nei confronti del peccato, per aver successo, deve essere accompagnato da una forza soprannaturale. In conclusione, il salmista, conscio della propria situazione, prorompe in un canto di vittoria: “Il SIGNORE è la mia forza e il mio scudo; in lui s’è confidato il mio cuore e sono stato soccorso” (v. 7). Il grido della fede ha trovato una risposta adeguata, egli non è più solo nel fronteggiare il nemico, Dio è al suo fianco e ora la battaglia volge in suo favore: “Egli è un baluardo di salvezza per il suo unto” (v. 8).