INCONSAPEVOLMENTE SCHIAVI

INCONSAPEVOLMENTE SCHIAVI

“… chi commette il peccato è schiavo del peccato”
[Giovanni 8 34]

Questi versetti evidenziano la natura della vera schiavitù. Gli Ebrei amavano vantarsi, sebbene senza un valido fondamento, di essere politicamente liberi, di non essere soggetti ad alcuna potenza straniera. Il Signore Gesù, però, ricordò loro che c’era un’altra schiavitù che non stavano considerando, e che invece subivano. Infatti, “… chi commette il peccato è schiavo del peccato”.

Purtroppo, queste parole sono assolutamente vere! Quante persone in ogni luogo sono schiave, pur senza rendersene conto! Esse sono fatte prigioniere delle corruzioni che le assalgono e sembrano non avere la capacità di liberarsi.

L’ambizione, I’amore per il denaro, la dipend-nza dell’alcol, la Bramosia di piaceri e divenimenti, il gioco d’azzardo, Ia gola, I rapporti illeciti – tutti questi sono tiranni che opprimono gli uomini. Ognuno di essi ha

schiere di infelici prigionieri legati mani e piedi nelle sue catene. I miseri prigionieri non ammettono di essere legati. Arriveranno persino a vantarsi di essere veramente liberi.

Qualcuno di loro, però, prima o poi se ne rende conto. II peccato è davvero il padrone più crudele. Miseria e delusione lungo il cammino disperazione e inferno alla fine: questi sono gli unici salari che esso paga ai propri servi. Liberare l’uomo da questa schiavitù è il grande obiettivo del Vangelo.

Risvegliare le persone, portandole ad avvertire il peso del proprio degrado, mostrare loro le catene che stringono I polsi, indurle a cercare liberazione – questo è il grande scopo per il quale Cristo ha mandato I Suoi servi. Beato

chi apre gli occhi e scopre di essere in pericolo. Sapere di essere prigionieri è il primo passo verso la liberazione.