Ascoltare e Seguire

Ascoltare e Seguire

“Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono”
[Giovanni 10:27]

Notiamo il nome che Cristo dà ai veri cristiani. Egli utilizza un’immagine ricca di un significato profondo: li chiama “le mie pecore”.
La parola “pecore”, senza dubbio, ha lo scopo di sottolineare qualche caratteristica del credente come la debolezza, l’incapacità, l’innocuità e l’utilità… ma il pensiero principale nella mente di Gesú era la completa dipendenza della pecora dal suo pastore. Come le pecore ascoltano la voce del pastore e lo seguono, così i credenti seguono Cristo. Per fede essi sentono la Sua chiamata. Per fede si sottomettono alla Sua guida. Per fede si appoggiano a Lui, affidando implicitamente la loro anima alla Sua guida. Il rapporto tra il pastore e le sue pecore è un’efficace e utile illustrazione della relazione esistente tra Cristo e il vero cristiano.
L’espressione “le mie pecore” evidenzia lo stretto legame che esiste tra Cristo e i credenti, che sono da Lui bene conosciuti. Essi sono Suoi per dono del Padre, Suoi perché li ha acquistati, Suoi per chiamata e scelta e Suoi per loro consenso e sottomissione. Nel senso più nobile del significato essi sono proprietà di Cristo e, come una persona nutre un interesse speciale per ciò che ha acquistato a caro prezzo e fatto proprio, così il Signore Gesú nutre un interesse speciale per il Suo popolo.
Il credente dovrebbe fare tesoro di simili espressioni e custodirle con cura nella memoria. Esse sono fonte di incoraggiamento e gioia nei giorni della prova. Il mondo può non scorgere alcuna bellezza nella vita di una persona pia e disprezzarla. Ma chi sa di essere una delle pecore di Cristo non ha motivo di vergognarsi, perché sa di appartenere al proprio divino Pastore.