Gesù Sa Quello Che Fa

Gesù Sa Quello Che Fa

“Com’ebbe udito che egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava”
[Giovanni 11:6]

Cristo sa sempre qual è il momento migliore per intervenire in favore dei Suoi. Leggiamo che Gesú, udito che Lazzaro era malato, si trattenne dov’era ancora due giorni. Egli rimandò di proposito il proprio viaggio e non arrivò a Betania se non quando Lazzaro si trovava già da quattro giorni nella tomba. Senza dubbio Egli sapeva bene cosa stava succedendo, ma non si mosse fin quando non arrivò il momento che sapeva essere il migliore. Per il bene della Chiesa e del mondo, per amore degli amici e dei nemici, Egli si tenne lontano.
Niente aiuta a sopportare pazientemente le prove quanto la ferma convinzione della perfetta sapienza con la quale ogni cosa attorno a noi è diretta. Cerchiamo di credere non soltanto che tutto ciò che ci accade è ben fatto, ma anche che viene fatto nel modo migliore, con lo strumento giusto e nel momento giusto. Siamo tutti naturalmente impazienti nel giorno della prova. Quando i nostri cari sono ammalati siamo tutti portati ad esclamare come Mosè: “… Deh! sanala ora, o Dio …” (Numeri 12:13; Vers. Diodati). Dimentichiamo che Cristo è un medico troppo saggio per commettere errori. È dovere della fede dichiarare: “I miei giorni sono in tua mano. Fai con me come Tu vuoi e quando Tu vuoi. Non la mia volontà, ma la Tua sia fatta”. Il grado maggiore della fede è saper aspettare, stare seduti senza lamentarsi. Davanti a questo passo prendiamo la ferma determinazione di affidare a Cristo tutte le preoccupazioni di questo mondo, sia pubbliche sia private. Crediamo che Colui per mezzo del quale tutte le cose furono create è Colui che sta guidando ogni cosa con la Sua perfetta sapienza. Gli affari nazionali, familiari e personali sono tutti nelle Sue mani. Quando siamo ammalati è perché Egli sa che questo è per il nostro bene; quando Egli tarda a venire in nostro soccorso è per un motivo buono. La mano che fu affissa alla croce è troppo saggia e amorevole per colpirci senza motivo o farci attendere il soccorso senza ragione.